Non chiamateci quote rosa
Inchieste
Pathos Edizioni
8 dicembre 2024
ebook, cartaceo
236
Nonostante alcuni passi avanti rispetto al passato, le giornaliste continuano a scontrarsi con scogli che caratterizzano pressoché ogni salotto, programma o giornale: la mancanza di ruoli apicali (sono rarissimi i casi) e il paternalismo che le relega a spalla della controparte maschile. Spesso nel giornalismo la professionalità femminile viene sminuita (e la retribuzione è inferiore). Non a caso la maggior parte delle telecronache sono maschili e, quando la partita finisce e arriva il momento del commento tecnico, in studio si vedono solo - o per lo più - uomini. Esistono ovviamente delle eccezioni meritevoli, certo. Ma solo quando il caso non sarà più un'eccezione potremo smettere di discutere di maschilismo. Basta parlare di "quote rose" che sono un punto di sconfitta, non di arrivo.
“Non chiamateci quote rosa” di Valentina Cristiani è una raccolta di brevi articoli di molte conduttrici o giornaliste. Edito Pathos Edizioni.
Valentina Cristiani ha chiesto alle colleghe di raccontare la loro esperienza e soprattutto la strada fatta per arrivare a raggiungere la meta che si erano prefissate. Quello che ne è scaturito sono esperienze differenti per come sono state affrontate, sia per i differenti lavori affrontati sia per la formazione delle donne che hanno risposto a Valentina.
“Non chiamateci quote rosa” ha messo in risalto alcuni punti in comune tra le conduttrici o giornaliste più giovani. Purtroppo in comune hanno quasi tutte la fatica a farsi apprezzare per quello che valgono nel loro lavoro, per la loro capacità e professionalità. Ancora oggi, purtroppo, soffrono la supremazia degli uomini in settori quali lo sport, il calcio nello specifico. Ma c’è da sottolineare che qualcuna ha ammesso che la competitività tra donne è spesso sleale e fuori luogo.
“L’avvento della figura femminile nel campo del giornalismo non è stato facile, come spesso mi racconta sempre mia nonna, anche lei giornalista. E ciò diventa ulteriormente complicato nel mondo sportivo. A farla da padrone sono in primo luogo i pregiudizi comuni, perché a detta di tutti “cosa ne sa una donna di sport?”
Per quanto riguarda le giornaliste che già da anni vediamo in televisione o di cui leggiamo articoli su testate nazionali le vicende sembrano differenti.
L’importante per tutte è sempre CREDERCI.
Scrittura di “Non chiamateci quote rosa“
Valentina Cristiani ha raccolto i pareri delle colleghe e creato questo libro dove vengono messi in risalto i problemi e i pregiudizi da affrontare. Mi è spiaciuto che non si evidenzi ancor di più dove queste donne sono arrivate, è vero affrontando più ostacoli degli uomini ma anche raggiungendo obiettivi per le loro capacità.
Purtroppo devo sottolineare la presenza di diversi refusi e errori, inoltre la differenza di scrittura rende il libro troppo disomogeneo. Anche se ogni capitolo è stato scritto da una persona differente, secondo me, manca un filo conduttore che vada al di là della tematica principale. Interessante iniziare ogni capitolo con l’immagine della conduttrice o giornalista che lo scrive: la memoria visiva serve, in questo caso più che in altri, per inquadrare il personaggio.

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!
