“Il tempo, ed è tutto qui l’inghippo, non passa, o forse non ha senso.”

“Alle volte la vita ci porta a strane conclusioni.”

TRAMA

Anno 2086. Da più di cinquant’anni il cielo è nascosto da un’altissima struttura, un complesso reticolato che protegge la popolazione dagli effetti nocivi del sole. A Nevwer, una grande città costellata di grattacieli, macchine volanti e immagini virtuale che galleggiano nell’aria, Alex Dryew assiste per caso a un omicidio. Sospettato di esserne l’autore si ritrova presto invischiato in un mistero che ruota intorno a un vecchio orologio che non sembra nemmeno funzionare. Così, sotto la luce di un eterno giorno artificiale, tra sparatorie, inseguimenti e la comparsa improvvisa dell’amore, Alex scopre un incredibile segreto in grado di cambiare il mondo che ha sempre conosciuto.

ESTRATTO

 

Insomma, me ne stavo,  come ogni mattina, anch’io seduto sulla mia panchina, incastonato nella mia splendida routine, quando, sbucando all’improvviso da un cespuglio, dietro Horace spunta un signore, molto elegante a dire il vero, che allunga la sua mano verso il vecchio, con qualcosa che stringe tra le dita e che scintilla.  E poi quel qualcosa fa uno scatto, e solo allora Horace alza lo sguardo e fa una smorfia strana, proprio pochi istanti prima che il proiettile gli esploda nella testa. E allora, d’istinto, anch’io estraggo la pistola. Il tizio, che, mentre Horace cade, si china su di lui per prendergli qualcosa dalle mani, di sicura non si aspetta questo, e mi guarda con occhi sorpresi e un po’ seccati. Insomma, io gli punto contro la mia arma, senza in realtà sapere bene cosa sto facendo, mentre quello tenta di strappare al vecchio qualcosa che rimane però impigliato tra le dita. E in quel momento altra gente arriva, qualcuno urla, il tizio si rialza e fugge, non prima però di avermi scoccato una brutta occhiata. E allora mi avvicino a quel corpo mollemente disteso sulla ghiaia del vialetto, e vedo che, per chissà quale motivo, il mio buon Horace ancora rantola e pare voler dire qualcosa. E quando la mia testa è vicina alla sua, lui strabuzza gli occhi e ha una contrazione, con forza si aggrappa alle mie mani, spingendovi dentro qualcosa, e per la prima volta odo la sua voce fioca “Nascondilo…”

 

 

Danilo Cicilloni è nato a Sassari, dove ha conseguito la maturità classica e una laurea in Giurisprudenza. Da ormai quindici anni lavora a Bologna. Da sempre appassionato di letteratura e di cinema, ha pubblicato a settembre 2019 il libro “la città delle anime” (Nulla Die). In precedenza, sono usciti due suoi libri di poesie: “A quest’ora della notte” (Edizioni della rosa 1994) e “L’attimo e il dolore” (Ibiskos 1995). E’ sposato e ha due figlie piccole.

Scritto da:

Maria Rita

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.