Starting five
Sport
Self-publishing
29 aprile 2021
cartaceo, ebook
104
Mello è un ragazzino che gioca a basket da tre anni senza particolare interesse per lo sport scelto dai genitori. Nonostante il dispiacere di abbandonare i suoi compagni di squadra, a 13 anni sceglie di seguire la sua passione: il violino.
Divenuto un abile concertista, per 30 anni Mello dimentica la sua parentesi da cestista ma, una sera, il ricordo del basket si fa prepotentemente spazio nella sua mente. A cosa è servita quella esperienza così breve eppure così intensa?
In Mello, possono rivedersi tutti quei ragazzini che, scoperto di non essere dei campioni, hanno seguito altre strade nella vita, senza però dimenticare il rumore di una palla che rimbalza sul parquet.
“Mello, il Signore ti ha messo dei badili al posto delle braccia, delle padelle al posto delle mani, dei cavi dell’alta tensione al posto delle gambe, e ha fatto in modo che tutte queste cose si muovessero senza un senso e a velocità spropositata. Però sei simpatico dai!”
Sono letteralmente senza parole.
In cento pagine, Starting five di B.J. Stefanelli ha saputo trasmettermi una miriade di emozioni: mi ha fatto ridere, emozionare, preoccupare, divertire e commuovere.
Un piccolo capolavoro, non per il modo in cui è scritto o per la storia in sé, ma per la “profondità” di quanto in esso narrato.
Chi mi segue sa che la mia è una famiglia dedita al basket: mio marito (allenatore da oltre trent’anni) e i miei figli giocavano. Ora abbiamo una nostra squadra, allenata da mio marito, di cui sono il presidente, mentre uno dei miei figli ha intrapreso la carriera di arbitro.
Il racconto di Mello mi ha catapultato a quasi trenta anni fa, quando mio marito allenava le giovanili e, credetemi, ho rivissuto molto di quei tempi nelle pagine di questo libro.

“Il senso è uno solo: se avete tempo, non sprecatelo! Se pensate di riposarvi perché siete appagati per quello che avete raggiunto, state facendo il primo passo verso la mediocrità.
Mentre voi dormite, qualcuno si sta allenando per diventare migliore rispetto voi!“ da Starting five di B.J. Stefanelli
Mello, violinista professionista, tornando a casa dalle prove, ha dei flashback sul suo passato sul parquet, sui suoi compagni di squadra e rivive alcuni momenti, alcuni bui altri molto divertenti, che hanno costellato le sue tre stagioni di basket.
La scrittura è semplice, fluida e i concetti colpiscono direttamente nel profondo.
Circa un’anno fa ho avuto la possibilità di leggere un altro libro di questo autore, “A minor’s day”, e come allora non posso non consigliare la lettura a tutti, anche ai non addetti ai lavori.
Con enorme semplicità dalle pagine traspare l’importanza che lo sport riveste nei nostri ragazzi: li forgia, li tempra e li aiuta ad affrontare i problemi della vita.
Un allenatore non è solo una persona che ti insegna uno sport, ma deve essere anche un educatore che insegni ai ragazzi, attraverso l’attività agonistica, a vivere.
Se un coach non riesce a trasmettere altro oltre alla disciplina sportiva forse ha sbagliato lavoro.
Cosa ne pensate? Ritenete che lo sport sia solo fine a se stesso oppure pensate che possa formare il carattere, soprattutto nei ragazzini?
“Vivi la tua vita con passione.
Non porti domande su quali saranno i risultati che potrai ottenere, ponetevi la domanda di quanto sarai in grado di donare a ciò che stai facendo.
Ogni errore servirà a farti capire dove vorrai dirigerti, ogni consiglio sarà un aiuto per ragionare.
Ogni affetto un patrimonio, ogni amico una spalla invisibile sulla quale appoggiarti quando sarai stanco.
Il basket questo insegna”.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.