Una giornata particolare Book Cover Una giornata particolare
Angelo Torre
biografia, racconti
YoucanPrint
8 aprile 2020
cartaceo, ebook
156

 

L’autore dopo una lunga meditazione, avendo presente l’agiatezza raggiunta, ripercorre un tratto di vita suo, della propria famiglia e di un suo avo in 11 racconti.

La diacronicità tra il livello sociale raggiunto e il dato di partenza dato dalla sua famiglia di origine è stata la molla che ha portato a scrivere il racconto più lungo che da il titolo al libro. Naturalmente in esso si narra del ruolo raggiunto sia economicamente sia come modi di contenersi. Descrive, infatti, momenti di ludico impegno con la divisa del podista sia lui, l’io narrante, sia Daniela, la consorte. Si affatica col sudore sulla fronte camminando in un circuito cittadino dedicato all’impegno fisico sito presso il castello cinquecentesco di L’Aquila. Il pomeriggio, dopo essersi cambiati e vestiti con abiti borghesi col marchio della ditta, partecipano ad un convivio preparato per tutti i coscritti, nati in un certo paese.

La narrazione si dipana in un lauto banchetto con abbondanza di libagioni e abbondanza di ricordi e abbondanza di sentimenti ironici per le vicissitudini che li vedono artefici per lo meno da un cinquantennio. La consorte è la prima che usa il metro di paragone della remunerazione che ognuno porta a casa attraverso il proprio lavoro per fare la differenza tra chi veste firmato e si può permettete una crociera e chi se la passa con meno disponibilità ed è costretta a fare i sacrifici per giungere a fine mese.

Il convivio diventa il luogo della rievocazione per l’io parlante che sente propri i luoghi che ora ha ritrovati dopo averli lasciati quando era giovane. E non si da pace per i tempi morti in cui poteva allacciare rapporti con gli amici nel decorso periodo e per un motivo o per l’altro non l’aveva fatto.

Torna a casa la sera e si butta tutto alle spalle pensando che comunque non ha problemi contingenti che lo assillano e ciò spinge il suo ego a considerarsi una persona se non arrivata, quasi. Poi la narrazione passa dalla prima persona alla terza persona e al centro dell’attenzione c’e’ il ricordo di uno zio che viveva in famiglia. La famiglia era prettamente agropastorale e il vecchio non faceva altro che badare alla vigna che frequentava tutti i giorni. La vita agreste qui messa in evidenza sembra essere la condizione di gioventù dell’io narrate e quindi vi e’ un raffronto da quel tipo di vita e quello rappresentato in età matura.

Il tutto senza dare una scala di valori vera e propria tra i diversi atteggiamenti che sono propri della classe borghese e non rappresentati tra i contadini. Un piccolo accenno al vecchio zio animista, che credeva che ogni cosa vivente avesse un’anima, porta a una diatriba solo accennata col mondo cattolico nel quale si riconosce il mondo borghese.

Si può condividere l’opinione dell’io narrante come si può non condividere, anche se il dibattito tra l’essere e l’avere rimane aperto e non ha soluzione. Forse ciò è fatto di proposito per porre il problema all’attento lettore che potrà risolverlo secondo la sua cultura.

Angelo Torre, pseudonimo di un 60enne, con l’amore per la scrittura. Sposato con prole, studi irregolari. maestro col pallino di proporre una scrittura scriteriata, irriverente, saccente e non sussumibile sotto alcuni aspetti di moda nella narrativa corrente. Un unico fine: far passare detto messaggio tra i suoi lettori.

Scritto da:

Alice

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.