Un punto di svolta nella storia del movimento operaio ebraico
Saggio
Biblion Edizioni
22 luglio 2019
Cartaceo
138
“Il discorso di Martov agli agitatori socialisti di Vilna in occasione del 1° maggio 1895, pubblicato in russo a Ginevra nel 1900.”

Il discorso di Martov agli agitatori socialisti di Vilna in occasione del 1° maggio 1895, pubblicato in russo a Ginevra nel 1900, è un documento fondante nella storia della principale organizzazione socialista dell’impero russo, il Bund, e contiene già molte delle questioni che segneranno i suoi rapporti, gli intrecci e le divaricazioni, con il movimento socialista russo fino alla rivoluzione del 1917 e dopo. Ad esso seguono un articolo di Martov del 1896 su Operai ebrei contro capitalisti ebrei e un saggio di Andrea Panaccione, Alle origini del socialismo ebraico e di quello russo, sui contesti della ricezione, le critiche, gli usi, la fortuna del testo di Martov del 1895. Chiude il volume una nota biografica sull’autore.

Julij O. Martov (1873-1923), tra i primi esponenti del socialismo russo, fu tra i fondatori del periodico “Iskra” e dell’Unione di lotta per la liberazione della classe operaia. Entrò in contrasto con Lenin per la diversa concezione del movimento e del processo rivoluzionario, divenendo il principale dirigente politico menscevico all’interno del Partito Operaio Socialdemocratico Russo.
A CURA DI
Andrea Panaccione, già Professore di Storia contemporanea presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, è direttore scientifico della Fondazione Giacomo Brodolini di Milano. E’ autore di numerose pubblicazioni sulla storia dei movimenti sociali del ‘900, della Russia e dell’URSS. Ha fatto parte del gruppo di lavoro internazionale per la pubblicazione delle fonti sulla storia del movimento menscevico presso l’editore Rosspen di Mosca e ha redatto, insieme ad altri autori, le introduzioni a diversi volumi.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.