Tra rinascita, fragilità e seconde possibilità si muove “Un nuovo giorno” di Elena Angela Pera, pubblicato da Giovane Holden Edizioni
🌤️ Il romanzo racconta il momento in cui la vita sembra ricominciare, quando ciò che è stato lascia spazio a nuove scelte e a un diverso modo di guardare se stessi e il mondo.
🖋️ Con una scrittura intima e delicata, la narrazione accompagna il lettore lungo un percorso emotivo fatto di cambiamento, consapevolezza e piccoli gesti che riportano luce nel quotidiano.

La silloge si costruisce attorno a un’idea semplice e al contempo radicale: ogni giorno contiene una possibilità di rinascita. La scrittura di Elena Angela Pera si muove entro un registro limpido, volutamente accessibile, ma attraversato da una tensione morale ed emotiva che amplia l’orizzonte delle liriche.
Il quotidiano è il punto di partenza: albe, stagioni, gesti familiari, memorie d’infanzia. Tuttavia la poesia non si limita alla dimensione privata. Affiorano temi civili, interrogativi sul presente, riflessioni sul dolore collettivo, sull’infanzia violata, sulla responsabilità dell’uomo verso la terra e verso l’altro.
La voce alterna delicatezza e fermezza, invocazione e denuncia, filastrocca e meditazione, mantenendo una coerenza interna fondata su un’esigenza di chiarezza espressiva.
L’immagine della luce che ritorna, ricorrente e simbolica, diventa chiave di lettura dell’intera raccolta: non consolazione ingenua, ma scelta consapevole di speranza. In ciascuno dei testi, la parola cerca un varco, un’apertura che trasformi la frattura in consapevolezza.
Ne emerge una poesia che privilegia l’immediatezza senza rinunciare alla profondità, capace di parlare a un pubblico ampio mantenendo un’identità precisa. Una scrittura che invita a sostare, a interrogarsi, a riconoscere nel ritmo del tempo la possibilità di un nuovo inizio.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.