“Troppa Vita” di Federica Agrò pubblicato da Aletti Editore

La raccolta è strutturata in quattro atti: Infanzia e Nostalgia; Introspezione e Resilienza; Relazione e Sentimento; Dolore e Guerra.
Ogni sezione indaga il profondo impatto che le relazioni e gli eventi storici o personali esercitano su un animo guidato da una spiccata sensibilità ed empatia.
Il titolo stesso evoca quel senso di vertigine che scaturisce dall’analisi del presente, un’epoca così densa da rendere impossibile ogni previsione sul futuro.
«Troppa Vita è la sensazione di sopraffazione che può sorgere quando ci fermiamo a riflettere sull’oggi – racconta l’autrice siciliana ma che vive a Novara, assegnista di ricerca per il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano -. La nostra quotidianità ha già un peso specifico, ma quando la sommi al tuo ieri, alle aspettative per il futuro, al mondo malato che ci circonda, può diventare spaventoso. Non è un peso né una ricchezza, è consapevolezza».
La sua poetica si muove su un presente così denso, una “troppa vita” che rende impossibile decifrare o anticipare il futuro.
Di fronte a questa incertezza, la sua sola e più profonda aspirazione è quella di non smettere mai di scrivere.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.