“Tattura tà, Tattura tà” di Emanuela Romeo pubblicato da NeP Edizioni

Il titolo onomatopeico richiama il rumore del telaio che accompagna il gesto sapiente di una bambina, Angela Rosa. Un suono antico e ritmico, quasi ipnotico, che proviene da uno strumento custode di una tradizione millenaria.
Strumento attraverso cui poter esprimere crescendo la propria creatività e realizzare qualcosa di bello che la donna non avrebbe mai usato, perché la sua vita sarebbe stata dedicata alle sue cinque nipoti.
Nel cuore del racconto vi è il rituale della preparazione del corredo in un piccolo paese della Calabria: un gesto quotidiano che fino agli anni Settanta rappresentava un patrimonio comune, condiviso da tutte le famiglie indipendentemente dall’estrazione sociale.
Una tradizione fatta di ricordi e condivisione, che si svela poco alla volta. Il telaio diventa così simbolo di continuità e appartenenza ad un passato che continua a vivere nei gesti, negli oggetti e nei legami.
Ogni tessuto realizzato a mano diventa un piccolo capolavoro irriproducibile, destinato ad acquisire nel tempo un valore sempre più prezioso. Ogni filo intrecciato custodisce storie, affetti, sacrifici e sogni e scandisce la ricostruzione nostalgica della storia di una famiglia.
Con uno stile intimo e una narrazione autentica e spontanea, Emanuela Romeo racconta la forza dell’unione familiare e il valore delle esperienze tramandate di generazione in generazione. Un viaggio sentimentale fatto di piccole cose, di relazioni autentiche e di insegnamenti destinati a resistere al tempo.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.