“Strano è raccontare di sé” di Marina Minardi pubblicato da Aletti Editore

Il cuore pulsante della silloge risiede nella rielaborazione del dolore attraverso la memoria.
Per l’autrice, scrivere diventa uno strumento d’indagine quasi tecnica: il ricordo scava nel vissuto, porta a galla dettagli apparentemente dimenticati o trascurati nel flusso del momento, e li restituisce alla luce attraverso i filtri della nostalgia e del rimpianto:
«Spesso nel propormi un ricordo apparentemente banale lo arricchiscono di sfumature del “sentire” con la stessa intensità d’amore con cui è stato amato e perduto».
«È la sintesi di una vita» – così la poetessa definisce la sua opera che, pagina dopo pagina, si apre anche alle successive stagioni della sua vita, inclusa la condivisione di un nuovo capitolo affettivo giunto dopo gli anni trascorsi in solitudine.
«La scrittura di Marina Minardi – scrive, nella Prefazione, il poeta, editore e formatore Giuseppe Aletti – è diretta, e rinuncia volutamente a sovrastrutture cognitive o artifici letterari che renderebbero la resa poetica meno autentica».
Ogni elemento confluisce in un unico grande tributo alla “Vita” con la maiuscola: un omaggio dovuto all’esserci, con tutti i suoi doni e le sue inevitabili asperità.
Sebbene il lutto e la memoria guidino molti dei componimenti, la raccolta si apre verso orizzonti universali.
Nei versi trovano posto i ricordi di gioventù, la perdita degli amici, la condizione delle donne nella società contemporanea, ma anche suggestioni quotidiane e intime come l’insonnia, la solitudine, la vecchiaia e la contemplazione di un cielo stellato.
«È stata una esperienza davvero incredibile – confessa Minardi – letteralmente, perché le prime persone che mi hanno contattato dopo la lettura delle mie prime pubblicazioni sono state anche persone che conosco bene ed erano più sorprese di me nel leggere e apprezzare ciò che avevo scritto».

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.