“Semi di luce nell’universo” di Catia Nardocci pubblicato da Aletti Editore

Nelle pagine della raccolta – esposta anche al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, negli spazi Aletti Editore – convive un universo popolato da presenze sottili, amori che tornano, mari che parlano e, soprattutto, da figure femminili straordinarie.
Sono le donne che sostengono il peso del mondo in silenzio, capaci di cadere e rialzarsi, custodi di una fragilità che si fa forza granitica e che protegge la vita anche quando ferisce.
«Penso a coloro che ho incontrato nel mio lavoro, alle donne della mia famiglia, alle donne che mi hanno insegnato a lottare contro l’ingiustizia, ad accogliere la diversità, a trasformare il dolore in dignità».
Ma ad accompagnare questo viaggio c’è anche la natura, intesa come un immenso specchio interiore:
«Le stagioni rappresentano i movimenti dell’anima: l’inverno è il dolore, la primavera la rinascita, l’estate l’espansione, l’autunno il lasciar andare. Il mare, il vento, la luce sono maestri antichi che guidano il cammino interiore. La natura insegna che tutto cambia, ma nulla si perde: si trasforma».
Catia Nardocci unisce la sua profonda conoscenza a una spiccata sensibilità poetica e spirituale.
La silloge rappresenta la sintesi perfetta del suo percorso umano e professionale, un ponte gettato tra la ferita e la rinascita:
«La poesia non cancella il dolore: gli dà una forma. Come psicologa so che nominare ciò che fa male è il primo passo per elaborarlo. Come donna so che attraversare il dolore è l’unico modo per non esserne schiacciati».
Con uno stile lirico e, al contempo, semplice e diretto, l’autrice restituisce alla poesia la sua funzione originaria di linguaggio dell’anima; i suoi versi non sono enigmi intellettuali da decifrare, ma esperienze emotive da vivere sulla pelle:
«Chi legge non deve interpretare, ma lasciarsi toccare».

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.