🕊️📖 Un gigante buono pedala nella notte per rimettere al mondo le parole. 🚲✨
Questa è la storia di Giuan, orco gentile dal cuore invincibile 💙, che di giorno restaura il Cenacolo di Leonardo e di notte, insieme alla sua Olona, attraversa Milano per trasformare l’odio scritto sui muri in messaggi d’amore, ironia e speranza 🌙🖌️. Sogna animali liberi in piazza del Duomo 🦁, anziani restituiti alla vita 👵🧓, un miracolo urgente per il ventre sciagurato del mondo.
Con una lingua audace e visionaria 🔥✍️, Giovanni Arpino in “Randagio è l’eroe” firma una parabola contemporanea struggente e profetica, che sceglie i randagi, gli sbandati, chi ancora crede nella fratellanza 🤝. Una segnalazione che parla di eroismo quotidiano, di decenza e di fiducia ostinata nella letteratura, proprio quando tutto sembra andare in frantumi 🌍💔.

Giuan è un gigante, un vecchio orco, un girardengo di cento chili, con un «fiocco caldo, invincibile nel segreto del cuore».
Nelle ore del giorno riproduce il cenacolo di Leonardo; al riparo della notte, insieme alla sua Olona, vaga in bici per le strade di Milano a capovolgere l’odio scritto sui muri in appelli pieni d’amore e d’ironia. Sogna di dare il largo alle bestie dello zoo e di vederle correre in piazza del Duomo o invadere i tram. Di liberare i vecchi dagli ospizi. Sente che c’è urgenza di un miracolo, per «il ventre sciagurato del mondo». Di un’ultima decenza, prima dell’ultima cena. Gli uomini hanno bisogno di eroismo, di bene, di non credersi soltanto delle scarpe spaiate, ma nessuno ci riesce più. Per questo è necessario lasciare un segno, e restaurare per prime le parole, e tra tutte quelle della fratellanza.
Ed è con delle parole nuove, con una lingua di sorprendente temerarietà, reale e surreale, funambolica e profetica, lirica e straziata, che Giovanni Arpino inaugurò all’inizio degli anni Settanta la sua trilogia fantastica con questa parabola evangelica contemporanea, un romanzo attraversato da una tristezza remota e quasi disperata per le sorti del mondo. Un’opera che, anche dal punto di vista letterario, si schiera dalla parte dei randagi e degli sbandati, ne racconta le avventure improbabili e picaresche, si fa cronista della frattura in atto tra candore e disorientamento. Una lezione, come sempre, di stile e di coraggio, e di generosissima fiducia nella letteratura.
