Durante il suo primo giorno da specializzanda nel migliore ospedale di San Francisco, la timida Astrid si scontra con il dottor Edward Withmore, il più giovane quasi-primario di cardiochirurgia della storia.
Chirurgo di successo, Edward è molto più grande di lei, e fin da subito le mostra un odio immotivato, che la destabilizza e le fa perdere ogni certezza sul suo futuro da pediatra.
Edward rappresenta tutto ciò che Astrid dovrebbe evitare, ma lo sguardo di quell’uomo ombroso e solitario sembra seguirla ovunque… almeno finché, durante la notte più tempestosa dell’anno, l’antipatia che li divide si trasforma in un’attrazione impossibile da spiegare.

“Non ho mai conosciuto una ragazza così. La osservo chinarsi verso un bambino e prenderlo dolcemente in braccio, e mi sento patetico perché il modo in cui lo fa scatena in me pensieri sconvenienti. La immagino incinta di mio figlio, schiacciata sotto il peso del mio seme, dipendente da me in tutto, pronta a far nascere una nuova vita che viene da me.
Astrid è… pace. Bontà e purezza, che si riflette nel modo in cui interagisce con i suoi piccoli pazienti. Ma la bontà e la purezza mi spaventano, forse perché sono ciò che più si allontana da quel che sono.”
L’autrice di “Quel che resta della notte”
Martina Musto nasce a Corato il 23 maggio del 2000 e, fin da quando era in fasce progettava una carriera da insegnante e scrittrice. Ha pubblicato con Rossini nella collana “Poetica” un libro di poesie. Attualmente frequenta la facoltà di scienze della formazione primaria a Bari.

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.