“Quando eravamo felici” di Corrado De Rosa pubblicato da Minimum Fax

3 luglio 1990. Stadio San Paolo, Napoli.
Va in scena la semifinale del Campionato del Mondo tra l’Italia e l’Argentina, campione del mondo in carica.
L’ottimismo è palpabile: gli azzurri hanno vinto tutte le partite senza subire nemmeno un gol. Eppure, insieme alla fiducia, serpeggia una paura sottile. Dall’altra parte del campo c’è Diego Armando Maradona.
La sconfitta ai calci di rigore segna molto più dell’eliminazione da un Mondiale: rappresenta il punto di non ritorno per un’intera generazione. Quella cresciuta nell’entusiasmo e nel benessere degli anni Ottanta, lontana dagli anni di piombo, ma destinata a scontrarsi con la crisi dei primi anni Novanta, tra le stragi di mafia, Tangentopoli e la fine della Prima Repubblica.
Quando eravamo felici è il racconto di un’illusione collettiva, di una vittoria che sembrava già scritta e di un improvviso crollo emotivo. È anche la storia di Diego Armando Maradona, protagonista della sconfitta italiana e simbolo di un talento immenso, destinato a un epilogo tanto controverso quanto umano.
Con passione e precisione, Corrado De Rosa ripercorre un’epoca e, sulle orme di grandi scrittori e giornalisti come Giovanni Arpino e Gianni Brera, dimostra ancora una volta come il calcio possa essere una straordinaria metafora della vita e dell’identità di un Paese.
Corrado De Rosa. È psichiatra e autore di numerosi saggi dedicati alla follia come strumento di manipolazione nei processi giudiziari, tra cui I medici della camorra (Castelvecchi, 2011) e La mente nera (Sperling & Kupfer, 2014).
Nel 2018 ha pubblicato per Rizzoli il romanzo L’uomo che dorme. Nel 2022, per Giulio Perrone Editore, è uscito A Salerno. Psicologia insolita di una città sospesa.
Con minimum fax ha pubblicato Italian Psycho (2021) e Quando eravamo felici (2023).

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.