“Polvere di Piksi” ✨📖 di Barbi Markovic ✍️, pubblicato da Voland Editore 🖋️📚
A Belgrado 🇷🇸, nel 1989 📅, la piccola Barbi 👧 compie otto anni e, come sempre, viene trascinata allo stadio dal padre Slobodan 👨👧, deciso a farle amare il “gioco più bello del mondo” ⚽. Ma il calcio non le appartiene: lo odia 💔 e, sotto il sole dello stadio ☀️, sviene durante la partita.

Belgrado, 1989. Barbi compie otto anni e il papà Slobodan la trascina come sempre allo stadio, cercando invano di farle amare il “gioco più bello del mondo”. Lei invece odia il calcio e, in quella giornata assolata sugli spalti, sviene miseramente.
Per rianimarla, il padre le getta addosso la polvere miracolosa sollevata dagli scarpini del celebre Dragan Stojković, detto Piksi. Ma quel gesto, invece di trasformarla in una patita del pallone, le dà un effetto inatteso: la rende uno spietato genio della parola…
Scritto come una telecronaca ma con l’intento di beffarsi dei paragoni distorti e del patetismo esagerato del reportage sportivo, “Polvere di Piksi” intreccia in modo accattivante e ironico la disintegrazione della Jugoslavia ai rituali collettivi del calcio, ultimo collante di una nazione – e di una famiglia – che si prepara a cadere a pezzi.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.