đź–¤ Un uomo, uno specchio, e una veritĂ impossibile da ignorare.
Dal 27 marzo arriva in libreria Oppure, niente di Gianfranco Antonielli, un romanzo potente e profondamente introspettivo che scava nelle pieghe più oscure dell’animo umano.
Tutto ha inizio con un’immagine riflessa: un volto che non è più solo il proprio, ma quello del padre, morto suicida a quarantanove anni. Da quel momento, per il protagonista — un architetto di quarantasette anni, divorziato, distante dalla figlia e imprigionato in una solitudine silenziosa — nulla è più lo stesso.
Tra monologhi interiori, crisi esistenziali e tentativi disperati di dare un senso alla propria vita, l’uomo si muove su un filo sottile tra rassegnazione e speranza. Fino a prendere una decisione estrema: concedersi due anni prima di scegliere se seguire lo stesso destino del padre. ⏳
Ma Oppure, niente non è solo il ritratto di una coscienza tormentata: è anche un affresco lucido e doloroso di un’Italia segnata dal Dopoguerra, sospesa tra ricostruzione e compromessi morali, tra memoria e rimozione. 🇮🇹
Un romanzo che colpisce, scuote e costringe a guardarsi dentro.

Trama
«La sorpresa di accorgermi che somigliavo a mio padre la ebbi due anni fa. Da allora ho perso la pace, se mai l’ho avuta. Ho perso quella specie di equilibrio che mi permetteva di circolare con sufficiente disinvoltura, rispettare le maggiori scadenze, ignorare i nodi velenosi che mi si stringevano dentro. Se volessi prendermi in giro, direi la pace dell’anima».
Osservandosi riflesso nello specchio dietro al bancone di un bar, un uomo riconosce improvvisamente il volto del padre, morto suicida a quarantanove anni.
Inizia così il monologo interiore del protagonista, architetto quarantasettenne, divorziato da una moglie che vede ormai quasi come una sorella, padre di una figlia adolescente con cui fatica a ricucire un rapporto, professionista stimato come ne esistono a migliaia.
Un uomo solo e assuefatto alla solitudine, profondamente disilluso, diviso tra momenti di crisi, paralisi spirituali e sprazzi di speranza effimera, tra il rifiuto del modello paterno e la consapevolezza irrimediabile di assomigliare, non solo fisicamente, al genitore.
Nel disperato tentativo di trovare un senso alla propria esistenza il protagonista arriva a darsi una «data di scadenza»: due anni, prima di ricalcare le orme del padre fino in fondo e togliersi la vita.
Scorcio sulla mente e l’anima di un aspirante suicida Oppure, niente non è solo una storia umana commovente, dolce, disperatamente ironica: ripercorrendo i rapporti tra un padre compromesso con il fascismo e un figlio diventato uomo nel Dopoguerra, Antonielli ha dipinto l’affresco morale di un’ltalia spaccata e in crisi quanto il suo protagonista, uscita dagli orrori della guerra con le mani e la coscienza sporche di sangue, apparentemente lanciata verso un futuro fatto di ricchezza, sicurezza e stabilitĂ ma profondamente immersa nell’ovatta narcotica della placida convenienza, nel pantano delle zone grigie, oppressa da una debilitante incertezza che ha le fattezze di un presagio, di uno spettro, di una condanna.
