Con “Medicina femminile plurale”, Daniela Minerva, pubblicato da Bollati Boringhieri, offre un approccio innovativo e inclusivo alla salute delle donne. Il libro esplora come la medicina possa e debba rispondere alla pluralità dei corpi, delle esperienze e delle identità femminili, rompendo schemi tradizionali e stereotipi. 👩⚕️💡
Minerva analizza temi cruciali come la prevenzione, la cura personalizzata, la sessualità, la fertilità e la menopausa, fornendo strumenti concreti e informazioni accessibili per comprendere meglio le esigenze di ogni donna. 📚🌿

Il contributo delle donne alla nascita e allo sviluppo della medicina è stato enorme. Ed è stato un’impresa corale.
È possibile ricostruire lo sguardo di genere nella genesi della medicina moderna? Ha senso parlare di un modo «femminile» di fare scienza?
Le donne al margine della storia
Mediche di fatto prima ancora di essere riconosciute come tali, le donne hanno forgiato un sapere nato e cresciuto nell’alveo che esse hanno sempre occupato, ai margini della storia scritta dagli uomini e radicato nelle mansioni che le hanno tenute occupate: dalla preparazione del cibo e manipolazione dei vegetali, alla riproduzione e alla cura dei malati, fino alla gestione delle ultime fasi della vita.
Dalle scoperte alle figure storiche
Negli anni le donne hanno fatto scoperte e costruito conoscenze che sono diventate la spina dorsale della nostra medicina.
Sono state scienziate naturali, biologhe, chimiche, farmacologhe, ginecologhe. Figure riconoscibili nella storia degli uomini come l’ateniese Fanostrate, Trota da Salerno e Ildegarda di Bingen.
E poi decine di altre, che questo libro racconta: Lady Mary Montagu e Joanna Stephens, Virginie Messager e Madame Boivin, Sibilla Aleramo ed Elizabeth Blackwell, fino ad arrivare a scienziate vicine a noi come Bernadine Healy, Rosalind Franklin, Dorothy Hodgkin, Barbara McClintock.
Un femminile plurale
Daniela Minerva non ne fa, però, delle icone. Per ricostruire lo sguardo femminile nella storia della medicina non servono miti.
Perché si tratta di un’impresa collettiva, un «femminile plurale» che ha dato forma, in silenzio, alla modernità.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.