«Un vero piccolo capolavoro, uno di quei libri capaci di lasciare un segno indelebile nella memoria. Paola Drigo ha la forza di raccontare una vita indicibile». Claudio Magris

Carnia, anni Trenta, nel cuore di un Friuli povero e isolato. Dopo la morte della madre, Mariute e Rosùte, di quattordici e otto anni, vengono ospitate per un breve periodo presso un convento e poi affidate allo zio, Barbe Zef, che si rivela presto un uomo violento. Confinate in un casolare sperduto, le due sorelle conducono un’esistenza durissima cercando di proteggersi a vicenda da una convivenza che si fa sempre più opprimente.
Pubblicato nel 1936, Maria Zef, è il ritratto crudo di un mondo nel quale la sopraffazione maschile domina incontrastata e qualunque forma di riscatto sociale è un’utopia. Il lirismo di alcune pagine – come quelle che raccontano l’amore di Mariute per il giovane Pieri – il profondo senso di pietà per i diseredati, il rifiuto di ogni facile retorica in pieno ventennio fascista lo rendono, ancora oggi, un romanzo di profonda attualità, che merita una riscoperta.
“Maria Zef sembra parlare con la piccola Maria, seppure da un altro secolo, direttamente a El, Eleven di Stranger Things. Maria Zef si regge infatti straordinariamente sull’universalità emotiva e senti…” – Giacomo Giossi (Il Foglio)
Titolo: Maria Zef
Autore: Paola Drigo
casa editrice: Minimumfax
genere: narrativa
data di pubblicazione: 2022
pagine: 201
L’autrice
Paola Drigo (876 – 1938) è una delle voci più interessanti della narrativa italiana del primo Novecento, viene considerata una delle prime scrittrici femministe.

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.