L'urto della sensibilità Book Cover L'urto della sensibilità
Alberto Barina
poesia
Self-publishing
luglio 2019
cartaceo
64

 

Perché sensibilità?

Perché è una parola che mai come in questi anni è caduta in disuso, direi in disgrazia. Sembra che essere sensibili oggi, nella società in cui viviamo e che abbiamo imposto, sia piuttosto un difetto e non un pregio. Una cosa di cui quasi vergognarsi. L’essere sensibile, il portatore di sensibilità, non è calcolato, è schernito.

Dunque la sensibilità paradossalmente fa male, urta.Anche dentro una fredda, apparente inanimata lastra toracica, c’è un cuore che vibra, che vive, che palpita, che pensa, che nonostante tutto emana ancora passione e calore.

L’urto della sensibilità” è un percorso di scrittura che racchiude testi scritti nell’arco di questi ultimi 10 anni; testi autobiografici, ricordi, sensazioni, riflessioni a volte strampalate e visionarie, ed anche un’analisi di alcuni fatti del presente, talvolta velati di ironia.

Poesia poco accondiscendente coi buoni sentimenti, ma anche poco in linea con la poesia “slammata” e “rappata” molto in voga adesso, che fa proseliti e che se non si presenta con qualche verso volgare, o con la classica “parolaccia” non la si può nemmeno considerare poesia, o meglio “poesia innovativa” come disse qualcuno. Dall’eredità ricevuta da mia madre e mio padre, alla morte di Federico Aldrovandi (ma probabilmente di tanti altri Federico, che potrebbero chiamarsi Cucchi, Regeni, Vannini), agli imprenditori suicidati a causa della crisi economica, alle donne vittime di femminicidi, ad una gelida visione del Nord-Est, passando per l’ironica e macabra osservazione dell’utilizzo dei nostri smartphone e social network, alle dediche a due artisti straordinari come Pierluigi Cappello e Gianmaria Testa, chiudendo con qualche amore a senso unico, impossibile ed irraggiungibile.

Una sezione a parte è dedicata alle donne, un piccolo viaggio nell’universo femminile (nel tentativo di restituire dignità e voce a donne di cui la nostra società occidentale a volte nemmeno immagina l’esistenza), talvolta scritto in prima persona, dove si possono incontrare le donne Ama, le pescatrici di perle del Giappone, oppure le spose contadine che emigravano in America negli anni ’20 del secolo scorso, le donne di Atacama, o la figura misteriosa ed ancestrale dell’Accabadora sarda, oppure Aydah l’unica donna, che alla tv araba si presenta coperta dal burqua e recita le sue poesie davanti ad un pubblico maschile, persino l’ironia rivendica un corpo umano e vuole dire la sua, per chiudere con Shahrazad principessa che della parola ha fatto seduzione e salvezza.

Tutto questo è racchiuso in questo mio piccolo libro, quasi un taccuino degli appunti. Ho provato a raccontare queste storie, ma forse sono loro che mi hanno chiesto che io provassi a raccontarle.

 

L’autore

ALBERTO BARINA è nato a Dolo (VE) il 03 Maggio 1975.Ha iniziato a scrivere poesie all’età di sedici anni ispirato dalle canzoni contenute nell’LP omonimo di una giovane cantautrice milanese: Marina Barone. Ha ricevuto il suo primo riconoscimento letterario nel 1997, a cui ne sono seguiti altri, tra i quali il premio “David di Michelangelo” nel 2002 a Fiuggi, un secondo premio al concorso “De Palchi – Raiziss” di Verona, nel 2004, uno dei premi più importanti in Italia dedicati alla scrittura poetica “under 35” e presieduto dal poeta Franco Loi.E’ stato finalista nel 2009 al concorso “Coopforwords 2009” e nel 2010 finalista all’ottava edizione del “Premio nazionale Città di Forlì”.Nel 2013 riceve il premio speciale “Provincia di Venezia” assegnato dalla giuria del premio artistico “Stella & Norbiato” di Spinea (VE).Nel 2014 è tra i sette finalisti della prima edizione del premio internazionale “Altino”, promosso dalla rivista letteraria “7lune” e dal museo archeologico nazionale di Altino (VE).La cantautrice Susanna Parigi trae spunto dalla sua poesia “Venivamo tutte per mare” per comporre un brano che la stessa inserirà nel suo album “Apnea” uscito sul mercato italiano ed estero nel

Scritto da:

Alice

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.