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Segnalazione: LUNA DI MIELE di Giorgio Scerbanenco, Editore La nave di Teseo

LUNA DI MIELE Book Cover LUNA DI MIELE
Giorgio Scerbanenco
thriller
La nave di Teseo
29 novembre 2018
ebook, cartaceo

“Pubblicato nel 1945, all’alba del dopoguerra, e mai più ristampato, “Luna di miele” racconta il male che nasce in due anime buone, mosse dal desiderio di una felicità che continua a sfuggire loro di mano.”

Un sacerdote con qualche peccato sulle spalle, don Paolo, assiste alla drammatica fine di un matrimonio. La giovane Lena si fa sposare con l’inganno da Alberto, un uomo energico ma debole di carattere, costringendolo a lasciare la donna di cui è innamorato, Eva. Scoperto l’imbroglio, il matrimonio si consuma in anni di frustrazione quotidiana finché Alberto, in un raptus violento, uccide Lena per scappare finalmente con Eva. Mentre la polizia indaga sull’omicidio, don Paolo sospetta subito di Alberto e segue gli amanti in fuga fino a una piccola pensione, la loro luna di miele, sperando di riuscire in qualche modo a salvarli. Ma i due, sempre più immersi in un rapporto morboso, sensuale e rovente, lotteranno fino all’ultimo per difendere il loro amore proibito. Pubblicato nel 1945, all’alba del dopoguerra, e mai più ristampato, “Luna di miele” racconta il male che nasce in due anime buone, mosse dal desiderio di una felicità che continua a sfuggire loro di mano.

Giorgio Scerbanenco

Giorgio Scerbanenco, nato Volodymyr-Džordžo Ščerbanenko , è stato uno scrittore e giornalista italiano di origine ucraina. Dopo un periodo alla Rizzoli come redattore, nel 1937 assunse l’incarico di capo redattore dei periodici Mondadori, incarico che mantenne fino al 1939. Su Grazia teneva la rubrica della”posta del cuore” con lo pseudonimo di Luciano. Per Mondadori pubblicò anche la serie di romanzi di Arthur Jelling.

In questo periodo collaborò anche con importanti quotidiani, L’AmbrosianoLa Gazzetta del popolo, il Resto del Carlino e con il Corriere della Sera. Nel settembre 1943 fuggì in Svizzera, insieme a buona parte della redazione del Corriere, dove rimase fino alla fine della guerra.

Sempre ritenendosi di madrelingua italiano, l’essere considerato “straniero” fu un grave cruccio che lo accompagnò durante tutta la sua esistenza. Di questa esperienza parla diffusamente nel saggio autobiografico Io, Vladimir Scerbanenco.

Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Lignano Sabbiadoro dove scrisse e ambientò alcuni romanzi (La sabbia non ricordaAl mare con la ragazza) e moltissimi racconti. La figlia Cecilia ha donato alla biblioteca comunale della città friulana l’archivio dello scrittore. Morì nell’ottobre del 1969, all’apice del suo successo, in seguito ad un arresto cardiaco. 

Nel 2018 viene pubblicato L’isola degli idealisti, per l’editore La nave di Teseo, scritto in gioventù.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.

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