🎻 Con L’Oratorio di Natale, Göran Tunström ci conduce in un viaggio nella memoria, nella musica e nelle radici più profonde dell’animo umano.
Quando Victor Nordensson, celebre musicista, torna a Sunne per dirigere l’opera di Bach, non affronta solo un concerto: affronta la sua storia. 🌨️✨
Ripercorrendo tre generazioni segnate da amore, perdita e desiderio di rinascita, il romanzo intreccia la luce della musica con le ferite del passato, a partire dalla figura indimenticabile di Solveig, la donna che ha portato gioia e rivoluzione in un’intera comunità. 💛🎼
Da Sunne alla Nuova Zelanda, Tunström costruisce una narrazione che esplora ciò che ci rende ciò che siamo, tra dolore, speranza e “cattedrali di sogni” pronte a innalzarsi dietro la quotidianità. Un libro denso, intenso, vibrante come una nota che continua a risuonare. 🌟📚

Trama
Musicista di fama internazionale, Victor Nordensson torna dopo tanti anni a Sunne, la cittadina di provincia svedese dov’è nato, per dirigere l’Oratorio di Natale di Bach con un’orchestra di dilettanti.
Se ha accettato l’incarico è per saldare un debito con il passato, per realizzare un sogno sognato prima ancora che lui nascesse, ma soprattutto per ritrovare le sue radici di artista e di uomo.
Dove comincia un essere umano, fino a dove risale la sua storia, quali avvenimenti gli hanno «aperto i canali dell’anima», facendo sì che tutte «quelle parole, quei pensieri congelati» che si portava dentro si sono sciolti in musica?
È dalla morte di Solveig, cinquant’anni prima, che tutto ha inizio: Solveig è passata sulla terra spargendo attorno a sé gioia, carezze, parole, musica.
E’ la moglie di Aron, l’americana, che ha insegnato a Sunne l’uso di baciarsi alla luce del sole, è lei che ha lanciato il progetto dell’Oratorio di Natale, interrotto alla vigilia dell’esecuzione, dopo dieci anni di prove, dall’incidente che l’ha uccisa.
È dall’esperienza di quel lutto, di un dolore totale, che Tunström fa discendere la storia delle tre generazioni dei Nordensson: Aron, Sidner e infine Victor.
Una storia che spazia dalla Svezia alla Nuova Zelanda, all’inseguimento di quell’amore e di quella tenerezza che hanno perduto, di quella vita da cui la cortina del dolore li ha separati.
«Cattedrali di sogni e di idee», dice Tunström, si nascondono dietro l’apparente banalità della vita, cattedrali che si innalzano verso quella luce e quella speranza che risuonano per tutto il romanzo nella musica di Bach.
