“Lo Zen e l’arte di andare a funghi” di Matteo Righetto pubblicato a Luglio 2026 da Feltrinelli

Andare a funghi non è un passatempo né una tecnica. È un gesto antico, un rito di ritorno, una forma di resistenza silenziosa contro la frenesia del mondo contemporaneo.
In queste pagine Matteo Righetto compie un’operazione radicale e insieme delicata: trasforma l’esperienza del bosco e della raccolta dei funghi in una via di conoscenza, un esercizio spirituale laico, una meditazione in movimento.
Attraverso ricordi personali – tra Dolomiti, miti primordiali, memoria familiare e filosofia orientale – Righetto dà voce al “raccoglitore ancestrale” che vive in ciascuno di noi: quella parte dimenticata che sa attendere, osservare, perdersi, rinunciare al controllo.
Nel bosco, dove non esistono mappe affidabili, orologi, notifiche o risultati garantiti, si impara che la ricerca conta più della scoperta; che la lentezza è una forma di saggezza; che il limite non è una privazione, ma una misura; e che solo chi accetta di perdersi può davvero ritrovarsi.
Lo Zen e l’arte di andare a funghi non è un manuale, né un libro escursionistico. È un saggio poetico e filosofico sulla libertà, sull’attenzione e sull’inutile necessario.
È un invito a disintossicarsi dall’ossessione della produttività, a recuperare un rapporto non predatorio con la natura, a riconoscere nel bosco un maestro silenzioso capace di restituirci un ordine interiore.
L’andare a funghi come pratica filosofica, meditativa e profondamente umana.
Un libro sul bosco che parla dell’uomo.
Un libro sui funghi che parla della vita.
Un invito a cercare senza pretendere, a vivere senza accumulare.
Un elogio della lentezza, della ricerca e del perdersi.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.