“Le vite intraviste. Come appiccare il fuoco alle ombre” di Daniele Cargnino, Golem Edizioni, è una storia che nasce da uno spazio vuoto, accentuandone monotonia, amplificazione, variazione e ripetizione. È un poeta da prendere per mano.
Un soggetto isolato e antisociale rimugina sul passato e soccombe a un’ossessione personale, creando una rete di storie: da un lato il mondo reale, dall’altro quello dei sogni. Questo, però, è solo la superficie del racconto: la maggior parte delle righe e dei versi (il protagonista si crede un poeta) è materiale ritrovato, sbiadito, lasciato ad asciugare e steso in forma di scrittura.
Ora mi rivolgo a te, lettrice o lettore: prendi questo libro come un momento di debolezza. Una vertigine dovuta al pensiero di quanto siamo piccoli di fronte al cielo alla notte alle stelle. Un tentativo di compatire il mio stato d’animo inzuppato di pioggia.

L’autore di “Le vite intraviste”
Daniele Cargnino nasce a Torino nel 1987.
Ha pubblicato tre raccolte poetiche con la casa editrice Ensemble: “La sposa nella pioggia” (2018), “Blu oltremare” (2019) e “I depressi odiano l’estate” (2021). Tra il 2022 e 2023 sono uscite altre due raccolte: “Fallimentare urgenza creativa (Ed. Il Leggio) e “Anoressia sentimentale” (Ed. Porto Seguro), a cui ha fatto seguito “L’antidoto al morso dei poeti” (2024), sempre per Il Leggio.
Insieme a Laura Patrizi ha pubblicato il romanzo “Schegge di luce” (2021), Ensemble.
Alcune sue poesie sono apparse sul quotidiano La Repubblica e riviste di settore, nonché recensite in diversi blog letterari.
Attualmente è il libraio della libreria indipendente La Ciurma, nella sua città.

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.