“Le stagioni disadorne” di Pierluigi Gronchi pubblicato a Novembre 2025 per Giovane Holden Edizioni

Un uomo, ormai giunto al tempo delle riflessioni più profonde, raccoglie in questa silloge i versi nati lungo il cammino di un’intera esistenza. Non c’è un tema unificante, né un filo rosso a tenere insieme ogni componimento, eppure ogni poesia è una tessera di un mosaico umano vibrante, autentico, fragile. Il poeta, con la sapienza di chi ha molto vissuto e molto osservato, ci accompagna in un viaggio che non segue una rotta, ma sa restituire le svolte impreviste, le pause, gli smarrimenti, le brevi consolazioni che danno forma a una vita.
Qui si raccolgono ricordi, visioni, interrogativi senza risposta. L’ironia amara della vecchiaia si alterna alla tenerezza di certe immagini fugaci; l’inquietudine esistenziale convive con la gratitudine verso ciò che è stato. Le parole – talvolta limpide come un giorno d’infanzia, talvolta aspre come la polvere sulla soglia – disegnano paesaggi interiori dove il tempo non è mai lineare, ma ritorna a spirale, richiama e si dissolve. Pierluigi Gronchi non cerca verità assolute: semina dubbi, custodisce ombre, interroga le cose piccole e i silenzi grandi, nella convinzione che sia più onesto lasciare domande che offrire risposte.
AUTORE
Pierluigi Gronchi nasce a Pontedera (Pi) nel 1945 da famiglia operaia. Frequenta tutti gli ordini di scuola, fino al conseguimento del Diploma di Ragioniere. Nel frattempo, già scrive versi ed è fra i fondatori insieme a G. Ciabatti, suo conterraneo, vincitore nei primi anni ’60 del Premio Nazionale di Poesia Giosuè Carducci, di un Circolo Culturale molto attivo in quel periodo. Seguono il lavoro come impiegato, il matrimonio e più tardi, l’iscrizione alla Facoltà di Lettere presso l’Università di Pisa dove frequenta, con particolare interesse, il corso di Filosofia del Prof. Bodei.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.