“Le paure del professor Parolini” di Fabio Evangelisti pubblicato da Giovane Holden Edizioni

Un professore arriva in una città che non sente ancora sua, con addosso il peso lieve e insieme ostinato di una vita ricominciata. Rosario Parolini insegna lettere in un liceo toscano, osserva la pioggia, esita davanti a un invito, rimanda un ritorno a casa. Tutto sembra muoversi dentro una quotidianità riconoscibile, fatta di aule, corridoi, registri e silenzi. Finché una domanda, semplice e vertiginosa, lo costringe a fermarsi: che cos’è davvero la paura?
A porla è una studentessa, Jasmine, presenza discreta e intensa, capace di incrinare ogni certezza. Da quel momento, l’insegnamento si trasforma in ricerca, e la ricerca in un viaggio che attraversa epoche e geografie: l’Occidente della colpa e dell’inferno, le culture orientali dell’armonia spezzata, le Americhe segnate dalla conquista, l’Africa delle memorie ferite. Ma mentre le lezioni si fanno sempre più profonde, Parolini scopre che il vero terreno di indagine è la propria esistenza, con le sue esitazioni, i desideri trattenuti, l’amore che timidamente si affaccia nella figura di una collega.
Il romanzo intreccia riflessione e narrazione con passo misurato, lasciando emergere, sotto la superficie delle parole, una tensione costante tra sapere e vita. La paura non è mai ridotta a tema: diventa esperienza, relazione, specchio. Non si lascia definire, ma accompagna ogni gesto, ogni scelta, ogni possibilità mancata o colta all’ultimo istante.
Ne nasce un percorso intimo e insieme universale, in cui il pensiero non si separa mai dal vissuto, e ogni risposta resta aperta. Perché attraversare la paura, più che comprenderla, è forse l’unico modo per riconoscersi davvero.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.