“Le mille e una Cip. Romanzo visivo di comunità”
il nuovo libro di
Vincenzo Moretti e Giuseppe Jepis Rivello
per Edizioni dell’Ippogrifo
Romanzo di fantasia scritto a 4 mani, con “Le mille e una Cip. Romanzo visivo di comunità“ (Edizioni dell’Ippogrifo) Vincenzo Moretti e Giuseppe Jepis Rivello costruiscono un’opera che attraversa linguaggi differenti e restituisce al romanzo una dimensione collettiva, umana e profondamente contemporanea.

IL TEMA
fra mitologia e realismo, passato e futuro
Ambientato a Cip, luogo simbolico e reale insieme (ispirato a Caselle in Pittari (SA), nel Cilento), il libro dà vita a una comunità senza tempo dove le storie si incontrano, si trasformano e continuano a generare nuove possibilità. Tra memoria, lavoro, infanzia, desideri e paesaggio, il romanzo compone un grande affresco umano in cui le vite individuali diventano parte di una trama più ampia e condivisa.
«Un romanzo è un frammento delle storie che si incontrano, ascoltano, leggono, immaginano, si portano con sé. Storie di vite che sono ogni vita, di accadimenti che sono ogni accadimento, di luoghi che sono ogni luogo. Fare questo viaggio insieme ai tanti talenti di Giuseppe è stato oltremodo entusiasmante», racconta Vincenzo Moretti.
Al centro della narrazione c’è Alùna, figura mitica e profondamente umana, appartenente a una stirpe femminile che si rigenera ogni centoundici anni. Attraverso il suo sguardo e quello di Giacobbe, il suo amico più caro, il romanzo attraversa temi universali: il lavoro come forma che plasma le vite e i legami, l’immaginazione come possibilità di cambiamento, il tempo come spazio in cui memoria e futuro si contendono il senso delle esistenze.
«Storie di cui ci prendiamo cura e che si prendono cura di noi. Storie che si riverberano dal particolare all’universale, che si moltiplicano, si diffondono, creano senso e significato», aggiunge Moretti.
UN PROGETTO MULTIMEDIALE
“Le mille e una Cip“ è anche un’esperienza narrativa visiva. Alla scrittura si intrecciano fotografie, fotogrammi e cinque documentari inediti realizzati nella Jepis Bottega, contenuti visionabili grazie a dei QR code disseminati all’interno del libro. Elementi che non accompagnano semplicemente il testo, ma diventano parte viva della narrazione e ampliano il racconto attraverso immagini, documenti e visioni.
«Contribuire alla scrittura di questo libro con fotogrammi e cinque documentari inediti mi ha permesso di intersecare alle storie scritte da Vincenzo i fili di storie che ho attraversato con il mio sguardo», spiega Giuseppe Jepis Rivello. «Un esperimento narrativo che racconta una, dieci, cento, mille comunità; racconta persone, luoghi, padroni dell’aria che ispirano e che aprono a nuove possibilità grazie ai loro passi di vita».

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.