Tra silenzi familiari, memorie interrotte e verità mai dette si apre “Le cose di cui io e mia madre non parliamo” di Michele Filgate, pubblicato da Mondadori
🖋️ Il libro esplora il territorio fragile e complesso del rapporto tra madri e figli, dove l’amore convive con ciò che resta taciuto e con ciò che non trova mai il momento giusto per essere detto.
💭 Attraverso racconti intensi e personali, l’opera mette in luce come il non detto possa diventare eredità emotiva, influenzando identità, scelte e relazioni.

Mentre era ancora all’università, Michele Filgate iniziò a scrivere un saggio per tentare di elaborare l’abuso subito da parte del patrigno. Le ci vollero più di dieci anni per capire che ciò che aveva realmente bisogno di affrontare era l’impatto di quell’evento sul rapporto con sua madre, che allora non aveva saputo proteggerla.
Nel 2017, il saggio, pubblicato su Longreads con il titolo Le cose di cui io e mia madre non parliamo, diventò virale e dall’ondata di risposte e testimonianze ricevute nacque l’idea di quest’antologia: un mosaico di voci che, con uno sguardo intimo e onesto, esplorano questo legame ancestrale, comune a ogni essere umano, raccontando l’amore, il silenzio, la rabbia, la distanza emotiva e l’eredità affettiva.
Alcuni contributi nascono dalla distanza e dall’incomunicabilità, altri da una vicinanza quasi simbiotica. André Aciman trasforma l’esperienza della sordità materna in un’ode al linguaggio e al corpo, sull’ascoltare oltre le parole; Melissa Febos intreccia mito e autobiografia per riflettere sul ruolo della madre nel suo avvicinamento al mondo del BDSM e delle droghe; Carmen Maria Machado mostra come un rapporto conflittuale possa rimodellare l’idea stessa di maternità; Brandon Taylor confessa invece la sua difficoltà nel provare empatia di fronte alla malattia della madre.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.