“La strada del ritorno” di Gavriel Savit, edito Bompiani, è un’avventura gotica, ispirata ai racconti popolari ebraici, ambientata nelle profondità magiche dell’Europa orientale, tra demoni e tradizioni secolari, in compagnia della Morte. I protagonisti, due adolescenti, si incrociano in un cimitero durante una visita all’Angelo della Morte, ma vengono trasportati in un luogo lontano, dove incontrano ogni sorta di spiriti oscuri e devono trovare il modo per tornare in vita.
Finalista al National Book Award 2020
Paragonato a “The Graveyard Book” di Neil Gaiman e a “The Phantom Tollbooth” di Norton Juster.
Un romanzo ricco, tortuoso, pieno di giochi di parole, con una seconda parte che è un vero e proprio viaggio di ritorno dall’Ade e ricorda il mito di Orfeo.

Nel remoto villaggio di Tupik c’è grande fermento. Il Rebbe della vicina Zubinsk ha annunciato che il matrimonio di sua nipote sarà aperto a chiunque voglia partecipare. Il che significa, purtroppo, che quel giorno anche i demoni e le creature che abitano il Regno Lontano avranno la possibilità di varcare il confine. Gli unici che rimarrebbero volentieri a casa sono Yehuda Leib, che possiede un vero talento per cacciarsi nei guai, e Bluma, la figlia del fornaio.
Una catena di imprevedibili eventi li porterà prima nel Regno Lontano e poi a Zubinsk, tallonati da una folla di demoni e dall’Angelo della Morte in persona, al quale Bluma ha involontariamente rubato lo strumento di raccolta delle anime, un piccolo cucchiaio. Chi li aiuterà? Riusciranno a tornare a casa sani e salvi?
L’autore
Gavriel Savit è attore, cantante e scrittore. È cresciuto ad Ann Arbor, dove si è laureato all’Università del Michigan, e vive a Brooklyn. Si è esibito in tre continenti, passando dai palcoscenici di New York a quelli di Bruxelles e di Tokyo. Ha debuttato a Broadway nel 2015 con il musical Amazing Grace; nella narrativa nel 2016 con il romanzo Anna e l’Uomo delle rondini, premiato come miglior libro dell’anno dall’Associazione dei librai americani.

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.