“La sicurezza della nazione ungherese” di László Krasznahorkai pubblicato da Bompiani Editore

Lo scrittore premio Nobel 2025 ci spiazza con un titolo da pamphlet che apre una storia di uomini e bruchi, e ci porta nei campi, tra l’erba alta, armati come lui di un retino di tulle, pronti ad acchiappare domande, risposte mai, perché è questo che fanno i bei libri: ci travolgono con le domande.
András Papp è stato un bambino solitario, allevato dai nonni, segnato da un difetto fisico ma determinato e a modo suo forte, acceso dalla passione per un prato vicino al Danubio che è diventato il suo mondo: il mondo delle farfalle, che ha scelto perché non pizzicano, non pungono, non mordono. Ormai adulto, sempre solitario, buono, ricco di una certa fama che gli consente di continuare le sue ricerche pur dentro le insensatezze della macchina burocratica pubblica a cui appartiene, Papp è circuito da uno strano tipo che dice di essere uno scrittore, un certo László Qualcosa (cognome impronunciabile), e lo incalza al telefono e poi dal vivo per sapere da lui una cosa, una sola: perché la vita vuole così tanto vivere? Qual è il motivo di questa ostinata volontà vitale della vita?
AUTORE
László Krasznahorkai è nato a Gyula, in Ungheria, nel 1954. Autore di romanzi e raccolte di racconti, nel 2015 ha vinto l’International Man Booker Prize. Bompiani ha pubblicato Satantango, finalista al Premio Gregor Von Rezzori e al Premio Strega Europeo 2017, Melancolia della resistenza, Il Ritorno del Barone Wenckheim, vincitore del National Book Award for Translated Literature nel 2019, Guerra e guerra e Seiobo è discesa quaggiù.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.