“La scuola fascista di giornalismo” đź“°âš« di Eugenio Gallavotti ✍️, pubblicato da Luni Editrice 📚🖋️
Da Mussolini a Vittorio Gorresio, da Amicucci a Bottai 📚, e ancora Giovanni Gentile e Luigi Barzini, Curzio Malaparte e Mario Pannunzio, Achille Starace e Silvio d’Amico ✍️: un insieme di figure centrali attraversa la prima scuola italiana di giornalismo (1930-1933).

Da Mussolini a Vittorio Gorresio, da Amicucci a Bottai. E avanti con Giovanni Gentile e Luigi Barzini, Curzio Malaparte e Mario Pannunzio, Achille Starace e Silvio d’Amico: i protagonisti della prima scuola italiana di giornalismo (1930-1933).
Che cos’era la Scuola fascista di giornalismo
Cosa significò quell’istituto? Non solo la volontà di formare il giornalista di regime, ma un ambizioso progetto del sindacato: strappare agli editori il potere di creare nuovi giornalisti.
Il progetto e i suoi “registi”
Attraverso l’analisi e lo studio della Scuola fascista di giornalismo e dei suoi principali “registi”, Gallavotti disegna un quadro estremamente utile per comprendere la realtà della comunicazione giornalistica negli anni Trenta che, in parallelo, corre a fianco a quella dei giorni nostri determinando la crisi nel mondo dell’informazione: il Ventennio ha propagato l’idea che il racconto del reale possa essere organizzato, manipolato, disciplinato.
Propaganda e continuitĂ storica
Questa logica non era soltanto prerogativa del fascismo, ma è stata applicata alla comunicazione giornalistica da tutti i governi totalitari del Novecento: leggendo come si costruivano le idee attraverso le linee guida della scuola fascista di giornalismo, si può intravedere che questo modus operandi non è scomparso, ha cambiato forma: si è passati da una divulgazione nazionale a una globale.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.