“La guerra fredda culturale” di Frances Stonor Saunders pubblicato da Fazi Editore

Torna in libreria, in una nuova edizione, un classico del giornalismo storico tradotto in oltre venti lingue. Con La guerra fredda culturale, Frances Stonor Saunders rivela per la prima volta come, nel secondo dopoguerra, gli Stati Uniti – attraverso la CIA – sostennero e orientarono una vasta rete di iniziative culturali in Europa. Il loro obiettivo era contrastare l’influenza sovietica e influenzare il dibattito intellettuale occidentale.
Dopo i due decenni caratterizzati da nazismo, fascismo e seconda guerra mondiale, gran parte degli intellettuali europei assumeva posizioni critiche anticapitaliste. Per arginare il richiamo del comunismo e la crescita delle sinistre, la CIA promosse, attraverso finanziamenti occulti, fondazioni, riviste, premi e istituzioni artistiche. In questo modo trasformò la cultura in uno dei principali terreni di confronto tra i due blocchi.
Le grandi manifestazioni musicali del dopoguerra – come la Conferenza internazionale della musica del ventesimo secolo – le tournée della Boston Symphony Orchestra nelle capitali europee, le mostre dedicate all’espressionismo astratto americano e la diffusione di un’estetica celebrata come “arte della libera impresa” rivelano una strategia capillare. Una strategia volta a ridefinire l’immaginario dell’Europa occidentale.
Al centro di questo sistema operò il Congress for Cultural Freedom, una copertura della CIA che sostenne riviste come Encounter, Preuves, Der Monat e, in Italia, Tempo Presente, diretta da Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte.
Questo intreccio coinvolse molti dei più influenti intellettuali del Novecento: da Isaiah Berlin a Hannah Arendt, da George Orwell ad Arthur Koestler, da Raymond Aron allo stesso Ignazio Silone.
La «battaglia per la conquista delle menti» – come la definì Edward W. Barrett – costituisce il cuore di questo libro, rigoroso e sorprendentemente avvincente.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.