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“La forza della condivisione” di Sergio Bovi pubblicato l’8 febbraio 2024 per NeP Edizioni

La velocità dei cambiamenti è sotto gli occhi di tutti, rispondere ai bisogni altrettanto velocemente sembra diventata impresa ardua. L’ho già scritto: la rassegnazione non ci appartiene e non è convinzione solo nostra perché siamo forti di elementi suffragati dalla letteratura internazionale e dalla ricerca scientifica. Prima fra tutti è la convinzione della speranza, fattore terapeutico imprescindibile nei percorsi di recupero, e la certezza che la terapia residenziale di comunità sia ad oggi la vera risposta ai bisogni delle persone che si rivolgono a noi. Si assiste, di contro, a tentativi di mistificazione dei processi terapeutici con alternative alle comunità che altro non sono che prospettive di false speranze a chi vive una profonda sofferenza per sé e per le persone care che stanno loro attorno. Il riaffermare l’unicità e la capacità delle comunità di rispondere ai bisogni diventa fondamentale in un’ottica di responsabilità nella spesa del denaro pubblico e nella capacità di rispondere ai bisogni reali.
Al giorno d’oggi le comunità terapeutiche costituiscono uno strumento fondamentale ed unico per vincere la dipendenza da sostanze e restituire una prospettiva di vita e di reinserimento sociale. L’esito della ricerca testimonia l’evidente efficacia del metodo di lavoro, oltre che l’insostituibilità nel panorama italiano che non sembra offrire validi strumenti alternativi.
La speranza diviene un fattore terapeutico imprescindibile nei percorsi di recupero; unita alla certezza che la terapia residenziale di comunità sia ad oggi la vera risposta a chi voglia uscire dal giogo delle dipendenze. I risultati devono essere di stimolo e di conforto; non solo al sistema delle comunità ma anche e soprattutto ai singoli operatori che si trovano ad affrontare difficoltà quotidiane nel rapporto con gli utenti. Questi devono farlo confrontandosi spesso con abbandoni e fallimenti; faticando a trovare gratificazione nel loro operato per la mancanza di un riscontro tangibile.
Chi è Sergio Bovi
Sergio Bovi è Direttore generale della Fondazione ARCA e docente IPU – Università Pontificia Salesiana, sede aggregata della Tuscia. È membro dell’Osservatorio nazionale infanzia e adolescenza; coordinatore nazionale del tavolo salute mentale, dipendenze, pornografia e pedopornografia del Ministero della famiglia, oltre che dell’Osservatorio regionale socio sanitario della Regione Lombardia.
Esperto del tavolo tecnico della Regione Lombardia sulla Legge XXIII/20 “Riforma del sistema regionale delle dipendenze”, è anche formatore L.S.T. (Life Skill Training) e Peer Education.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.