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Segnalazione: “La felicità non va interrotta” di Anna Bardazzi, Salani Editore

La felicità non va interrotta Book Cover La felicità non va interrotta
Anna Bardazzi
Narrativa Contemporanea
Salani Editore
25 marzo 2021
Cartaceo, Ebook
209

 

Due bambine, ora donne, una grande amicizia, sullo sfondo della
Bielorussia devastata da Chernobyl

Quando si incontrano per la prima volta, Lena è appena scesa da un aereo ed è una delle migliaia di minori bielorussi mandati in Italia a disintossicarsi dalle radiazioni di Chernobyl; Anna la sta aspettando con i suoi genitori, pronti a ospitarla per un mese, e ha un po’ paura che questa bambina biondissima sia venuta a rubarle l’amore della sua famiglia o, peggio, i suoi giochi. Ma a entrambe basta un niente per superare la diffidenza e scoprirsi legate da un affetto indissolubile che le renderà ‘sorelle per sempre’, anche quando saranno lontane. Vent’anni dopo sono di nuovo in un aeroporto, stavolta a Minsk. Anna ha studiato Scienze politiche e sacrificato molto di sé per inseguire un sogno: combattere la dittatura che opprime la Bielorussia e salvare l’amica. Ma anche se Lena è cresciuta tra mille difficoltà – la madre scomparsa, un fratellino disabile, una figlia da crescere da sola – il ruolo della vittima, dell’essere indifeso, proprio non fa per lei. Entrambe, a modo loro, sono due guerriere. Quando si riabbracciano, un’occhiata e tre parole pronunciate a fior di labbra sono sufficienti per capire che tutto sta per cambiare radicalmente. E che forse, prima di pensare agli altri, dovranno imparare a prendersi cura di loro stesse. Alternando le voci delle due protagoniste, Anna Bardazzi racconta il destino comune a tante donne che in ogni luogo devono lottare per una vita migliore. E mostra come, anche nel grigiore apparente di alcune storie, possa sempre brillare la luce della felicità, di relazioni nate per caso e coltivate nonostante le distanze, non solo geografiche.

L’AUTRICE

Anna Bardazzi è nata a Prato e, dopo dieci anni a Parigi (e due figlie), nel 2020 si è trasferita a Milano. Nel 1995 la sua famiglia ha ospitato per la prima volta una bambina nell’ambito del ‘Progetto Chernobyl’; molti altri sono seguiti nel tempo. Si è laureata in Scienze Politiche con una tesi su Lukashenko e ha insegnato a Minsk, alla facoltà di Relazioni internazionali. Oggi si considera ‘quasi bielorussa’. Questo è il suo primo romanzo.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.

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