“La fabbrica delle donne” di Manuela Faccon pubblicato per Feltrinelli Editore
Con La fabbrica delle donne, Manuela Faccon conferma il suo talento nel costruire il ritratto di una giovane donna impetuosa, che combatte per la propria dignità e per quella di tutte le donne in un’Italia povera di diritti. Un racconto che parla con forza al cuore del nostro complesso presente.

C’è quel pensiero fisso che non le dà tregua: vuole andare a votare, e così devono fare tutte le donne del paese, d’Italia, del mondo.
Sola da tempo dopo la scomparsa dei genitori, la giovane Elsa lavora come operaia al lanificio Frizzi, l’unica grande fabbrica di Valsarto, un paese del Nord Italia. Siamo nei primi anni Venti: i turni sono lunghi e massacranti, e basta un solo attimo di distrazione per rischiare la vita. Ingiustizie che Elsa non è più disposta a tollerare.
Sognatrice ma con i piedi ben piantati a terra, Elsa sa che per migliorare le condizioni in cui sono costrette a lavorare lei e le sue compagne bisogna lottare, marciare per le strade, far sentire la propria voce e decidere per sé stesse, ottenendo finalmente il diritto di voto, così come hanno fatto le suffragette nel Regno Unito.
La determinazione di Elsa infiamma pian piano anche le altre operaie, che per la prima volta organizzano un corteo, e la avvicina a Italo, giovane antifascista di cui si innamora.
La sua passione politica ha radici profonde e misteriose: che legame c’è tra i suoi ideali e il contenuto della valigetta che le ha fatto recapitare il nonno Michelangelo, unico parente rimasto?
Manuela Faccon è nata a Padova nel 1968 e vive a Este.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne e dottore di ricerca in Filologia e Letteratura, è studiosa di codici manoscritti e appassionata di storia.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.