“La cicatrice che porto dentro” è l’autobiografia romanzata di Leandra Nastasi.
C’è chi dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma alcune non spariscono mai: diventano cicatrici, segni indelebili che raccontano la strada percorsa.
In queste pagine c’è la storia di una bambina che non voleva andare all’asilo, di un’adolescente che si sentiva invisibile, di una ragazza costretta a crescere troppo in fretta. Ci sono case che crollano, notti al freddo, la fame, la perdita. Ma ci sono anche una madre che non ha mai smesso di lottare, tre sorelle che hanno imparato a resistere insieme, e l’arrivo di un figlio capace di trasformare il dolore in nuova vita.
La cicatrice che porto dentro non è solo un memoir: è un grido di speranza. È la prova che anche quando tutto sembra perduto, dalle macerie può nascere una nuova casa, un amore sano, una famiglia scelta.
Un racconto intenso e autentico di Leandra Nastasi, che parla di dolore, resilienza e rinascita. Perché le cicatrici non sono catene: sono mappe. Ci ricordano da dove veniamo, ma soprattutto ci mostrano dove non vogliamo più tornare.

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!