
Sinossi “Ironica follia”
Mia Bartet è una pubblicitaria giovane ed ambiziosa, ma non è assolutamente disposta a scendere a compromessi per ottenere una promozione.
È inoltre convinta che il sesso sia di gran lunga sopravvalutato…
Durante una serata con i suoi due migliori amici, organizzata per tirarle su il morale dopo l’ennesima delusione lavorativa, si scontrerà con l’unica persona in grado di capovolgere il suo mondo.
Tra incontri bollenti, furiose discussioni e molte incomprensioni, Mia sarà in grado di abbandonarsi all’ignoto o metterà in primo piano la carriera e proteggerà il suo cuore malandato?
Estratto:
“La chiave non è stata girata, quindi posso darmela a gambe in qualsiasi momento.
Lui si avvicina al mobile bar e si versa qualcosa, mi indica i liquori e rifiuto l’offerta, sono già abbastanza alticcia.
Do un’occhiata veloce alla stanza: il letto occupa tutto il mio campo visivo. Torni a posare gli occhi su di lui che nel frattempo si scola il liquidi ambrato in un solo sorso e poi, con tutta l’arroganza che traspare dal suo essere, mi fa segno di avvicinarmi.
Non ci penso nemmeno.
Peccato che anche questa volta cervello e resto del corpo non collaborano.
Ora sono a un passo di distanza da quest’uomo bellissimo del quale non so nemmeno il nome.
Allunga le braccia e mi sbottona la giacca e la fa scivolare a terra, le sue mani scorrono lente, dalle spalle ai polsi lasciandomi scie bollenti sulla pelle; è come se mi stesse imprimendo un marchio.
Sono ipnotizzata dal suo sguardo che ad ogni minuto diventa sempre più… caldo?
Sempre in silenzio mi fa voltare e fa scorrere la lampo del vestito per poi farlo scivolare a terra di fianco alla giacca.
Ora sono in biancheria e autoreggenti, e do le spalle ad uno sconosciuto.
La realtà della situazione inizia a farsi strada dentro di me e mentre sto per scappare, le sue mani sono sulle mie spalle a massaggiare i muscoli tesi.
Quest’uomo sa decisamente il fatto suo, e io non sono di certo la prima che si porta a casa.
Ma per me è la prima volta che faccio una cosa simile.
Vedo la situazione come se fossi lo spettatore di un film, e quello che vedo non mi rappresenta.
Devo andare, devo rivestirmi ed allontanarmi da questo dio, e tornare nel mio appartamento , al sicuro.
Quando faccio un passo avanti lo sento irrigidirsi…”

Sinossi di “La parte oscura della luna”
Dopo aver passato nove anni in un orfanotrofio, Beatrix viene adottata da una famiglia bene inglese.
Condurrà una vita tranquilla e serena fino all’età di sedici anni, quando il suo mondo si capovolgerà del tutto.
I genitori si separeranno, farà incontri sbagliati e commetterà un terribile errore che la porterà nelle profondità più buie.
L’amore però non guarda in faccia a niente, e lei verrà trascinata in un turbinio di sensazioni meravigliose.
Ma pagherà un prezzo altissimo.
Sarà costretta a stringere alleanze improbabili per contrastare i suoi nemici.
Affronterà un viaggio che la porterà a scoprire le sue origini e quanto ancora dovrà lottare per proteggere se stessa e le persone che ama.
Estratto
“Finalmente c’è un po’ di sole, e in più Jason è qui. La giornata si prospetta incantevole.
Come al solito mi prende in giro perché sto sdraiata sul prato.
È proprio bello, lo è sempre stato sin da bambino, ero sicura che sarebbe diventato uno schianto; alzo le mani per ripararmi gli occhi dal sole, lui le afferra al volo e tirandomi su mi stringe in un forte abbraccio. Sono passati mesi dall’ultima volta che è stato a casa e mi è mancato moltissimo.
Tenendoci per mano ci inoltriamo nel boschetto, una zona che a lui è sempre piaciuta molto; lungo il tragitto mi fa i complimenti, dice che sono bella e che sono cresciuta. Il mio imbarazzo è alle stelle. Questo lo diverte e ci punzecchiamo un po’.
Vuole sapere che cosa ho fatto di bello, e automaticamente rispondo: studiato, fatto i compiti ed ogni tanto una fuga per stare all’aria aperta.
So che vorrebbe che mi divertissi di più, ma Jason sa anche che non voglio deludere Anna e Max, non ho mai smesso di pensare che potrebbero mandarmi via.
Prova a parlarne ma gli faccio capire che non ne ho voglia, mi rovinerei la giornata.
Raggiungiamo il gazebo e Jason mi dà la sua felpa, all’ombra fa freddo, e ci accomodiamo.
Mi dice che nel pomeriggio verranno dei suoi amici, preferirebbe che non li incontrassi, e dato che si fermeranno alcuni giorni, dovrò evitarli.
Questo mi dà da pensare.
Perché diavolo li fa venire se non sono dei bravi ragazzi?
Interrompe le mie riflessioni, aggiungendo che con uno dei ragazzi non ci saranno problemi, di lui si fida ed io potrò fare altrettanto; se dovesse succedere qualcosa in sua assenza, potrò rivolgermi al suo amico.
Non mi piace che mi venga detto chi posso e non posso frequentare, glielo faccio capire.
Poi cosa dovrebbe succedere?
E non credo che questo tipo abbia voglia di stare dietro ai miei capricci.
Jason scoppia a ridere, per lo meno non ha più quell’aria tanto seria, mi stava spaventando.
Con movimenti veloci mi prende e mi fa sedere sulle sue gambe; spiazzata ed imbarazzata vorrei scansarmi ma ci rimarrebbe male, e poi a me piace stare tra le sue braccia ed avere la sua attenzione. Mi accarezza il viso, resto immobile. Oggi sembra tutto diverso, le sue carezze, le mie emozioni… Forse è perché siamo stati tanto separati, quindi è tutto più intenso.
Decide che è ora di rientrare, riprendo il controllo di me, ma davanti a casa si ferma, torna serio e distaccato e in tono deciso mi ricorda di seguire il suo consiglio.
Ma se non è tranquillo perché li ha invitati a casa?
Scuoto la testa e lo seguo. Oggi è tutto diverso, persino i suoi sbalzi d’umore.
Uffa.
Mentre salgo le scale mi accorgo che i miei vestiti sono in condizioni pietose…”
Marzia Gardella, nasce a Recco ( Ge) nell’agosto del 78 vive e lavora a Lavagna con il compagno. Ama leggere e sente da sempre il bisogno di mettere nero su bianco tutto ciò le frulla in testa. E’una persona semplice, anche se irrequieta, e odia la noia della routine; ha una madre meravigliosa ed una sorella stupenda. Grazie all’appoggio ed all’aiuto indispensabile di alcune persone, ad oggi ha all’ attivo due romanzi.
