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Segnalazione: in libreria dal 3 dicembre, “Lo spazio di un mattino. Storia di Rosalia Lombardo, la bambina che dorme da cento anni” di Dario Piombino Mascali, Flaccovio Dario

Lo spazio di un mattino. Storia di Rosalia Lombardo, la bambina che dorme da cento anni Book Cover Lo spazio di un mattino. Storia di Rosalia Lombardo, la bambina che dorme da cento anni
Dario Piombino Mascali
studi sociali e culturali
Flaccovio Dario
3 dicembre 2020
Cartaceo
136

 

Nel centenario della morte di Rosalia Lombardo

Il nuovo studio di Piombino-Mascali su morte e infanzia

fiabe, personaggi e tradizioni popolari tra Sicilia e Argentina

 

 

Nel centenario della morte di Rosalia Lombardo, avvenuta il 6 dicembre del 1920, ad appena due anni, Dario Piombino-Mascali, conservatore scientifico delle Catacombe dei Cappuccini, recupera attraverso la scrittura tante altre vite di bambini scomparsi prematuramente. Rispolvera così tradizioni, giochi e personaggi legati al mondo dell’infanzia, fino a dimostrare che, se per la cultura occidentale la mortalità infantile è ancora un tabù, altrove è drammaticamente diffusa.

Quali erano i sentimenti, le reazioni, le pratiche, ma anche gli antidoti per scongiurare la dipartita dei bambini in Sicilia? L’autore prova a esplorarle con un taglio letterario oltre che antropologico, recuperando anche tradizioni sudamericane, in cui alcuni temi, come sonno e rinascita, tracciano un filo rosso di storie senza tempo né luogo. “Lo spazio di un mattino” è, dunque, una riflessione sull’essere bambini ieri e oggi: sull’infanzia affermata e difesa, come su quella intralciata e negata.

«Questo libro – dice Dario Piombino-Mascali – nasce come un percorso esplorativo sui bambini e sulla loro condizione. Partendo da un evento drammatico, la morte prematura della piccola Rosalia Lombardo (che non caso è ancora fortemente impresso nella memoria collettiva, non solo dei palermitani), si dipana una riflessione sull’infanzia nel tempo. Sul diritto di ogni bambino alla serenità, alla protezione, all’istruzione, al gioco a prescindere dalle latitudini e sul dovere di noi adulti di garantire un’infanzia degna di questo nome».

 «La piccola Rosalia è un simbolo – dice il sindaco Leoluca Orlando- lo era fin dal momento della sua morte, simbolo di una famiglia agiata del suo tempo e di una tradizione millenaria che in Alfredo Salafia ha trovato uno dei suoi maestri. Ma col tempo, in questi cento anni dalla sua morte, proprio la “magia” e il fascino della sua imbalsamazione ne hanno fatto un simbolo ben oltre la sua storia personale e quella del suo imbalsamatore. Rosalia Lombardo è divenuta il simbolo di tante storie, fatte di dolore e di speranza. Le storie di tanti bambini e bambine morti prematuramente e di chi in Sicilia e non solo nei tempi andati, ha combattuto perché la morte dei piccoli, le morti anzitempo divenissero sempre meno frequenti. Lo studio di Dario Piombino-Mascali ci restituisce in chiave antropologica – continua Orlando – tante storie di singoli, ma costruisce una interessante storia collettiva, unendo con grande passione lo studio scientifico con l’attenta analisi degli aspetti culturali e umani di queste toccanti vicende».

 «Non sempre la morte è scomparsa e negazione – dice Alberto Samonà, assessore regionale ai Beni culturali -. Talvolta può cristallizzare un momento e renderlo eterno. E così la piccola Rosalia Lombardo, morta ad appena due anni di età e conservata nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, sembra essere rimasta lì per dimostrare che la bellezza e la purezza possano superare il tempo e muovere l’umana compassione. Rosalia, che ha appena avuto il tempo di aprire gli occhi al mondo, è rimasta nell’immaginario collettivo la piccola custode che delimita il passaggio tra la vita e la morte, tra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere. L’ultimo lavoro di Dario Piombino-Mascali, nel centenario della morte della piccola Rosalia, si spinge ad una riflessione che va oltre il singolo caso per indugiare sulle tante piccole vite spezzate prematuramente per dar vita a un’indagine, dal carattere quasi antropologico, che lo porta a esplorare il mondo dell’infanzia, i diritti talvolta negati, i tabù, le leggende e i miti legati ai bambini visti come simbolo di purezza e di rinascita ma troppo spesso violati nel loro diritto all’innocenza. Un apprezzabile omaggio alla memoria».

 

Le Catacombe dei Cappuccini di Palermo dove riposa Rosalia Lombardo

 

 

Lo spazio di un mattino: tanto è durata l’esistenza di Rosalia Lombardo, morta a quasi due anni e custodita alle Catacombe dei Cappuccini di Palermo. Ma ci sono tante altre vite che non fanno in tempo a sbocciare. E se per noi la mortalità infantile è oggi considerata quasi un tabù, altrove è ancora drammaticamente diffusa. Quali erano i sentimenti, le reazioni, le pratiche, ma anche gli antidoti per scongiurare la dipartita dei bambini in Sicilia? Quali le reazioni, misteriose e magiche, che li legavano al cielo? Un racconto che ripercorre la vicenda di Rosalia Lombardo sotto il profilo antropologico e medico, passando attraverso le tradizioni popolari e la cultura di massa. Per tutti, la piccola mummia è la “bella addormentata” di Palermo: non un semplice soprannome, ma l’indizio di un legame con alcuni temi – tra cui il sonno e la rinascita – che affiorano dall’antichissima fiaba. Questo libro è quindi una riflessione sull’essere bambini ieri e oggi: sull’infanzia affermata e difesa, come su quella intralciata e negata

 

L’autore

Dario Piombino-Mascali (Messina, 1977) è antropologo dell’Università di Vilnius. Si è specializzato nello studio delle mummie. Ha insegnato e condotto ricerche negli atenei di Messina, Catania, Cranfield, Oxford e Tartu; ricopre il ruolo di conservatore scientifico delle Catacombe dei Cappuccini di Palermo. “Lo spazio di un mattino”, edito dalla Dario Flaccovio è il suo quarto libro, dopo “Il maestro del sonno eterno” (La Zisa Edizioni) e “Le catacombe dei Cappuccini. Guida storico-scientifica” (Edizioni d’arte Kalós).

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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