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Segnalazione: in libreria dal 29 novembre, “Una fortunata disgrazia” di Dario Rezzuti, Self-publishing

Una fortunata disgrazia Book Cover Una fortunata disgrazia
Dario Rezzuti
Narrativa contemporanea
Self-publishing
29 novembre 2020
Cartaceo, eBook
311

 

Un racconto divertente d’un miracolo, di un’esperienza reale nel soprannaturale, narrato con leggerezza e ironia, che partendo dalla soglia della morte, attraverso un percorso espiatorio doloroso, di crescita spirituale e di consapevolezza delle dinamiche trascendentali, arriva alla scoperta della felicità.

 

 

 

Mario è uno scapolo di mezz’età scettico e disincantato, che vive in una piccola città del profondo sud Italia. Alla guida del suo scooter, viene investito da un furgone a un incrocio fratturandosi il collo e una gamba. Mentre è riverso sull’asfalto apparentemente morto, si sente proiettare in alto uscendo dal proprio corpo, osserva sé stesso disteso a terra circondato dai passanti accorsi, e più in alto a mezz’aria vede figure luminose fluttuare in suo soccorso.

Miracolosamente si salva, rientra nel proprio corpo, e viene trasportato dall’autoambulanza al pronto soccorso. Da quel momento accompagnato dal suo angelo custode, che muta forma e aspetto adattandosi alle circostanze, comincia un’odissea che lo destabilizza, minando le sue certezze e cambiandolo profondamente.
Viene prima ricoverato nel reparto di neurochirurgia, il cui primario è fissato con l’astrologia, e viene ingabbiato in un tutore avvitato al cranio per bloccargli i movimenti del collo. Poi viene spostato nel caotico reparto di traumatologia, per sottoporsi all’intervento della gamba plurifratturata.

In questo iter travolgente si trova a contatto con una realtà sconosciuta, incontra una serie di personaggi bizzarri e scopre le contorte dinamiche ospedaliere. Dopo l’operazione viene trasferito in un istituto di riabilitazione, con sede in un ex manicomio, qui conosce i vari internati ciascuno con i suoi disturbi mentali, e fa amicizia con un degente in particolare, dall’intelligenza e la cultura straordinaria, così incompreso da essere considerato pazzo, che gli spalanca le porte della percezione.

Terminato il ciclo di terapia riabilitativa viene dimesso, ma non ancora autosufficiente e impossibilitato a rientrare a casa, trova posto in una casa di riposo per anziani col morbo di “Alzheimer”, dove trascorre un periodo costellato di episodi comici. Intanto dal giorno dell’incidente, s’erano ripetuti spesso altri “viaggi astrali”. (L’uscita dal corpo fisico). Soprattutto attraverso strani sogni premonitori, visitando altri piani dimensionali, nuovi stadi di realtà occulte.
Passati sei mesi d’immobilizzazione del collo, finalmente si calcifica la frattura, sostituisce il tutore avvitato al cranio con un collare, lascia l’ospizio e torna a casa. Attraverso un annuncio di lavoro, trova una gentile assistente, che si prende cura di lui e dell’abitazione, con lei nasce un’amicizia particolare che sconfina nel sesso. Intanto riprende la frequentazione d’un vecchio compagno di scuola sfigato e depresso, e dopo il cospicuo risarcimento del danno, da parte dell’assicurazione del furgone, suffragato da molti sogni e segnali del fato che gli indicano il percorso, convince l’amico d’accompagnarlo in un viaggio a Cuba.

Qua tra mille peripezie incontra la ragazza che gli veniva in sogno, e scopre la baia sognata in tante notti. Nasce una relazione con la fanciulla indigena e si innamorano, mentre al suo compagno di viaggio accadono solo guai. Dopo un mese di vacanza ritornano in Italia, alla vita triste e monotona di sempre, ma lui sente il richiamo e la nostalgia dei Caraibi e della ragazza di cui s’è infatuato, così non avendo legami, decide di trasferirsi definitivamente a Cuba, si sposa e vanno a stare in un capanno restaurato nella baia del suo sogno, vivendo bucolicamente d’amore e di pesca, di mare e di natura, in una sorta d’eremitaggio mistico, di ritorno alle origini, senza lo stress metropolitano, lontano dalla civiltà europea, alla scoperta della felicità in un ideale vita ascetica.

Questo libro è il racconto divertente d’un miracolo, di un’esperienza reale nel soprannaturale, narrato con leggerezza e ironia, che partendo dalla soglia della morte, attraverso un percorso espiatorio doloroso, di crescita spirituale e di consapevolezza delle dinamiche trascendentali, arriva alla scoperta della felicità.

Potrebbe presentarsi come un dramma comico, che descrive fatti (per quanto assurdi) realmente accaduti, e dimostra come un evento apparentemente tragico possa diventare un’opportunità di riscatto, come una disgrazia possa trasformarsi in un colpo di fortuna.

Il romanzo si articola in una trama avvincente sulle dinamiche della fortuna, gli incroci del destino le contraddizioni della vita e la coerenza del paradosso, nel viaggio surreale di universo inesplorato, disseminato di personaggi assurdi, stravaganti e originali. Parallelamente raffigura la crescita spirituale nell’esperienza incorporea dei viaggi astrali, l’esplorazione di un’universalità intima con tutto, e la scoperta del potere auto-guaritore. Svelando la dimensione angelica, gli stadi vitali evolutivi e il legame profondo tra vita e morte, sogno e realtà.

 

 

L’autore

Dario Rezzuti, nato a Portici nel ’57, vive e lavora a Tito. Ha frequentato l’Accademia delle belle arti. Come artista ha presentato parecchie mostre personali e collettive, ma da scrittore non ha mai pubblicato, malgrado una buona produzione di poesie, romanzi, fiabe e racconti, per una sorta di pudore, ritenendo le sue opere troppo intimistiche e private. Il suo bisogno di scrivere è dovuto più alla necessità di fermare un momento, dar sfogo alla fantasia che alla volontà di svelare il proprio pensiero. I suoi scritti in equilibrio sul paradosso descrivono la percezione disincantata e visionaria della vita, che ha origine dalle sue esperienze fuori dal comune, in bilico tra realtà e fantasia, nelle situazioni più assurde, mostrate da un osservatorio opposto. Il suo stile, ricercato

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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