La Nemesi di Medea (Una storia femminista lunga mezzo secolo) Book Cover La Nemesi di Medea (Una storia femminista lunga mezzo secolo)
Silvana Campese
romanzo storico
L'Inedito
24 ottobre 2019
cartaceo
416

 

Silvana Campese con il libro LA NEMESI DI MEDEA – Una storia femminista lunga mezzo secolo, intende dare veste editoriale alla storia del gruppo storico femminista napoletano, le Nemesiache, la cui leader fu l’artista e intellettuale Lina Mangiacapre/Nemesi, che lo fondò nel 1970, nel mezzo della contestazione giovanile e della rivolta femminile.

“L’input di scrivere il libro” spiega Silvana Campese, “nacque tra giugno e luglio del 2018, in seguito ad una esperienza dolorosa e doppiamente traumatica: la conclusione nefasta della malattia di Teresa Mangiacapra, in arte Niobe e sorella di Lina, che si era spenta il 9 maggio, e la situazione imprevedibile che immediatamente dopo si venne a creare per l’Associazione Le Tre Ghinee/Nemesiache. Teresa/Niobe ne era stata Presidente del Consiglio Direttivo dal 2002, anno in cui nel maggio era finita anche la sorella Lina Mangiacapre/Nemesi, fondatrice del gruppo e Presidente sin da quando fu formata la Cooperativa delle Nemesiache, successivamente trasformata in Associazione. Fui nominata Presidente dalle socie all’unanimità ma non immaginavamo ciò che stava per accadere: deprivate ingiustamente del nostro Archivio e di tutta la produzione artistica dell’Associazione, decidemmo dopo non facili riunioni e confronti, di scioglierla anticipatamente rispetto alla data prevista nello Statuto. Fu in quei giorni difficili e molto stressanti che decisi di dare una veste editoriale alla nostra storia”.

Pubblicato dalla casa editrice L’Inedito di Fabio Martini, questa sorta di saggio/racconto traccia un quadro realistico, attento, a volte romantico, di donne, moderne guerriere, figlie di un’epoca bisognosa di nemesi, appunto. Di donne in lotta, a quel tempo, per difendere spazi vitali, guadagnare un palmo di autonomia col sangue delle proprie consapevolezze e raggiungere l’emancipazione, l’indipendenza culturale e personale.

La Nemesi di Medea, per dirla con le parole dell’editore, rappresenta un monumento di esperienza civica, civile, teatrale, musicale, politica ed è esponenzialmente un patrimonio unico e indissolubile appartenente al mondo femminile e non solo.

Un libro da divulgare oltre che da leggere, un punto di vista umano fuori da ordinarie parabole che, invece, in questo caso si nutrono di pane e vino quotidiano, fatica, pianto, passione, e si arricchiscono per ricondurre a due nomi propri di persone, intuibili nel titolo stesso: “La Nemesi di Medea”. E qui Medea sta per Silvana. Dunque, la Nemesi/Lina, nei ricordi e nei racconti di Medea/Silvana.

Cinquanta anni di femminismo consapevole, non solo napoletano, ma appartenente ad ogni latitudine, e dietro cui si cela un mondo folto e colto, un gruppo che, partendo dall’esempio e le parole della filosofa nata a Napoli nel ʼ46, si è esteso e ha germogliato soprattutto in chi, come l’autrice, ha avuto la fortuna di frequentarla, ascoltarla, comprenderla, e poi riportarla in vita nelle appassionanti 400 pagine che compongono il volume.

 

 

Silvana Campese ha pubblicato finora: il romanzo Prisma, la raccolta di racconti Strada facendo, l’epistolario tenuto per un paio di anni con l’amico poeta Lello Agretti Contrappunto per soli timpani ed oboe e il romanzo fantapolitico Il ritorno di Cisarò. Ha scritto sulla rivista delle Nemesiache “Mani-Festa”.

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