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Segnalazione: In libreria dal 24 giugno “La Rosa di Stilo” di Antonino Fontana, Lastaria Edizioni

La Rosa di Stilo Book Cover La Rosa di Stilo
Antonino Fontana
Giallo
Lastaria Edizioni
24 giugno 2020
Cartaceo+Kindle
222

 

Una catena di omicidi inspiegabili nei territori della ‘ndrangheta. Per la vice questore Iarìa è tempo di indagare sulle trame oscure che portano all’esistenza di un virus dalla potenza micidiale.

“Quella non è una zona qualunque”, si sente ripetere all’indomani del ritrovamento del corpo di una donna dalla pelle olivastra, finita in mille pezzi sotto un cavalcavia. Un tragico incidente o un omicidio? Quelle terre, funestate da sempre da guerre di ’ndrangheta tra cosche rivali, sono un presagio di sventura. Non solo per chi ci rimette la vita ma anche per chi indaga. Celeste Iarìa, vice questore dal pugno duro ma tormentata dalle tante vicissitudini personali, è determinata a far luce su quanto accaduto.
Un dettaglio attira subito il suo fiuto investigativo: la donna aveva un tatuaggio di un teschio dentro una rosa, un disegno non casuale, ritrovato anni prima su un cadavere che fece molto discutere, perché al centro di un’oscura trama tra ’ndrangheta e scienziati col pallino di esperimenti estremi. Non ci sarebbe così tanta fretta di risolvere il caso se non fosse per il fatto che poco tempo dopo i cadaveri diventano quattro, tra cui quello di un famoso boss, trovato su un treno, protagonista della guerra tra le famiglie Sangregorio e i Vartolo-Carnovale che ha infiammato le terre calabresi fino a un anno prima. Sul treno che incrocia quello “maledetto” del boss, viaggiano il signor Tommaso Campanella, un anziano che ha poco da perdere e molto da raccontare e ascoltare, e il dottor Rocco Sabinis, un rosicoltore con una missione delicata. A mettere sul giusto binario Iarìa e la sua squadra è la soffiata: “Capsule gialle e blu…”, forse in possesso del boss ucciso o tra le mani di gente che ha ben pochi scrupoli a servirsene per i propri progetti folli…

L’AUTORE

Antonino Fontana, reggino, architetto prima a Milano e poi a Vienna, presto abbandona l’attività per dedicarsi alla propria libera ricerca artistica sulla natura e le sue rappresentazioni. Unus vestrum me traditurus est (Umberto Allemandi & C., Torino, 1999) è uno dei risultati del linguaggio cognitivo universale di quel “periodo ermeneutico”. Ha vissuto in cento luoghi diversi, reali e letterari, negli ultimi anni è tornato a vivere a Reggio Calabria e oltre a scrivere si è specializzato nella progettazione di costruzioni d’acciaio. Cane crudo (Robin Edizioni, Torino, 2015) è il suo romanzo d’esordio. Da un anno vive e lavora a Roma.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.

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