Racconti,  Segnalazione

Segnalazione: in libreria dal 14 novembre, “Nell’antro dell’alchimista. Tutti i racconti. Vol. 1” di Angela Carter, Fazi Editore

Nell'antro dell'alchimista. Tutti i racconti. Vol. 1 Book Cover Nell'antro dell'alchimista. Tutti i racconti. Vol. 1
Le strade
Angela Carter
racconti
Fazi Editore
14 novembre 2019
cartaceo, ebook
376

 

Scomparsa al culmine della sua carriera, dotata di un estro narrativo magico e irraggiungibile, Angela Carter ha scritto romanzi e racconti, e sono stati proprio questi ultimi a consacrarla come una delle autrici più talentuose del ventesimo secolo.

Nell’antro dell’alchimista – diviso in due volumi di cui questo è il primo – raccoglie la produzione migliore di un’autrice fondamentale. La camera di sangue, secondo Salman Rushdie il capolavoro per cui verrà sempre ricordata, è una serie di bellissime fiabe in chiave moderna, libere riscritture di quelle classiche, in cui l’autrice sbeffeggia gli stereotipi di genere affidando alla figura femminile le redini della storia, donandole un erotismo inedito e conducendola verso un finale vincente rimaneggiato in chiave ironica.

Fuochi d’artificio nasce invece dall’esperienza dell’autrice in Giappone ed è il punto di svolta nella sua produzione, nonché il momento in cui il tema del femminismo diventa centrale: «In Giappone ho imparato cosa significa essere donna e mi sono radicalizzata». Ai tesori custoditi all’interno di questa magistrale raccolta Angela Carter ha affidato il proprio testamento stilistico, servendosi di una scrittura raffinata, barocca, a tratti ermetica e costruendo una nuova mitologia femminista con cui condurre un’acuta analisi della società che supera le barriere del tangibile e penetra i meandri dell’immaginazione.

Queste pagine, semplicemente, sono la testimonianza di una perdita incolmabile per la letteratura.

«Le sue cose migliori, secondo me, sono i racconti. “La camera di sangue” è il capolavoro della Carter. Probabilmente sarà il libro per cui verrà ricordata per sempre» – dall’introduzione di Salman Rushdie

«Una scrittrice raffinata dallo stile bizzarro, originale, barocco» – Margaret Atwood

«Talentuosa e fantasiosa scrittrice. L’immaginazione di Angela Carter non ha confini» – Joyce Carol Oates

Angela Carter è una scrittrice britannica. Nata Angela Stalker, cominciò a fare la giornalista a Croydon, nel Surrey, a cavallo fra gli anni Cinquanta e il decennio successivo, quindi si trasferì a Bristol, dove si sarebbe poi laureata in letteratura inglese medievale.
Per due anni visse in Giappone, collaborando al New society con articoli (che sarebbero stati raccolti nel 1982 in “Nothing sacred: selected writings”).
Insegnò scrittura creativa presso varie università (Sheffield, 1976-78; Providence, 1980-81; Adelaide, 1984).
La sua opera le valse ampia conoscenza presso gli scrittori, caratterizzata com’era da una scrittura manierata ma di grande ricchezza e carattere, carica di riferimenti metaletterari, citazioni e allusioni.
I primi romanzi, “Shadow dance” (1966) e “The magic toyshop” (1967), coniugano un’ambientazione crudamente realista con un carosello di personaggi grotteschi.
Nel successivo “Heroes and villains” (1969) prevale un tono avventuroso, e fanno capolino cenni di quell’irriverente erotismo che diverrà uno dei marchi di fabbrica della narrativa di Carter. Le radicali concezioni femministe dell’autrice fioriscono e trovano il loro compimento più alto nel romanzo “The passion of new Eve” (1977; trad. it. 1984) e soprattutto in “The Sadeian woman: an exercise in cultural history” (1979; trad. it. 1986).
In aperta opposizione a una cultura maschilista si pongono anche “Nights at the circus” (1984; trad. it. 1985) e l’ultimo romanzo “Wise children” (1991; trad. it. 1992), incursione nel mondo del teatro shakespeariano.
Carter seppe misurarsi con successo anche nella personalissima riscrittura di favole o di storie appartenenti al repertorio popolare, mirando spesso a sovvertirne le premesse ideologiche: “The bloody chamber and other stories” (1979; trad. it. “La camera di sangue” 1984), dal quale è stato tratto il film “The company of wolves” (1984) di N. Jordan; “Black Venus” (1985; trad. it. 1986); “The Virago book of fairy tales” (1990; trad. it. “Le fiabe delle donne”, 1991) e The second Virago book of fairy tales (1992), raccolte di favole di provenienza extraeuropea.
Scrisse anche commedie radiofoniche.
Nel 1995 è stata pubblicata postuma una raccolta di racconti con prefazione di Salman Rushdie, Burning your boats (trad. it. “Nell’antro dell’alchimista: tutti i racconti”, 2 voll., 1997-98).

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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