Anteprima,  Libri,  Narrativa contemporanea

Segnalazione: In libreria dal 13 giugno “Un’estate come se” di Rubina Mendola, Smasher

Un'estate come se Book Cover Un'estate come se
Rubina Mendola
Narrativa Contemporanea
Smasher
13 giugno 2020
Cartaceo
252

 

Un’estate come se è un romanzo in divenire, un gioco di scatole cinesi che orienta e allo stesso tempo disorienta la lettura, tanto che alla fine avremo la sensazione che il nostro protagonista –
affabile quando irriverente linguista – sia riuscito a soggiogare il lettore, ma forse senza averlo vinto del tutto.

L’anonimo protagonista del volume decide di scrivere un romanzo che in realtà è il pretesto per presentare un bilancio della cultura italiana. La sua frequentazione dell’industria culturale – intesa come luoghi, spazi e persone reali e virtuali – lo ha trasformato ben presto in un compilatore seriale di taccuini in cui vengono registrati i suoi incontri fisici e virtuali. Quando il suo viaggio di ricognizione e mappatura termina, il nostro protagonista si ritrova di fronte a un corollario variopinto di tic mondani e culturali che fotografano i vizi, le virtù e i peccati dell’età contemporanea. Il suo non è un viaggio in solitudine: ha una famiglia spirituale che lo conforta e con la quale si confronta composta da scrittori e pensatori da una parte e opere letterarie dall’altra. Si tratta di un appoggio che solleticherà le sue riflessioni durante la stesura del testo, nella cornice di una vacanza estiva indimenticabile. Il suo viaggio non sarà privo di ostacoli: gli sarà infatti impossibile contenere tutta la complessità in una sola forma narrativa, che riduca e semplifichi l’eterogeneità dei materiali che nel tempo il nostro ha conservato con meticolosa precisione classificatoria.
Ed è in questo preciso istante che la sua opera abbandonerà l’idea di incastonare il testo in una tradizionale forma letteraria, per assumere quello di un genere letterario ibrido, una sorta di romanzo-saggio in cui una trama volutamente esile sarà in realtà il grande lancio per comporre finalmente quel mosaico delle patologie socio-culturali di cui le arti sembrano soffrire. Da queste acuzie non sono esenti la scrittura, il linguaggio, la comunicazione e i diversi pubblici. Tutt’altro. Si tratta di un caleidoscopio di vezzi e tic linguistici e ideologici della nostra contemporaneità che giocano con l’uso della lingua attraverso conversazioni e resoconti, trascrizioni di post tratti dai social e riflessioni personali.
La storia procede in un’agorà rumorosa, affollata da un numero sempre più crescente di personaggi-tipo che si dimenano tra visite, incontri, festeggiamenti, gite, ricevimenti, vernissage, atelier d’artista, colazioni, pranzi.

L’AUTRICE

Rubina Mendola è nata a Palermo nel 1981. Vive e lavora a Lucca. A Palermo ha conseguito la laurea magistrale in Filosofia: di orientamento analitico, ha dedicato le sue tesi a questioni di filosofia del linguaggio. Si occupa di critica e saggistica, ha scritto per molte riviste online (“Kill Surf City”, “Buttanissima Sicilia”, “Rapporto Confidenziale”, “Linkiesta”, “Live Sicilia”) e per quotidiani nazionali (“Il Foglio”, “La Tribuna di Treviso”, “la Repubblica Palermo”, “Il Tirreno di Lucca”), occupandosi di costume e società e Kulturkritik. Ha curato diversi progetti editoriali (tra cui il saggio Balthus, Montecalvello e altri silenzi di G. Giannone, edito da Caracol) e pubblicato contributi critici sulle riviste di alcune case editrici italiane come FrancoAngeli (Milano), Il Poligrafo (Padova), Mimesis (Venezia).

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.

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