Denti di leone Book Cover Denti di leone
Yasunari Kawabata
Narrativa Contemporanea
Mondadori
12 novembre 2019
Cartaceo+Kindle
120

“Ultimo, incompiuto romanzo di Kawabata, Denti di leone uscì a puntate sulla rivista letteraria «Shincho» e – dopo un approfondito editing condotto dal genero dello scrittore in base alle correzioni autografe che testimoniano il lavoro di riscrittura in corso – fu pubblicato all’indomani della morte di Kawabata in un numero speciale della stessa rivista.”

Su una collina piena di fiori gialli, nel recinto di un vecchio tempio buddista, c’è una clinica psichiatrica. Cinque volte al giorno i rintocchi della campana del tempio portano al mondo esterno la voce dei pazienti. Ascoltando quei suoni, la madre e il fidanzato di Ineko – che hanno appena affidato la giovane alle cure dei medici – si interrogano sul suo dolore e sulla sua malattia, l’asomatognosia: dalla vista le scompare improvvisamente il corpo della persona amata. Sulla via del ritorno, Hisano e la madre di Ineko cercano in quei suoni le vibrazioni del suo animo. Il loro dialogo – nitido e asciutto – evoca con acuminata delicatezza eventi e protagonisti del passato, fra i quali si staglia la figura del padre di Ineko, il colonnello Kizaki Masayuki, soldato fedele a un Giappone ormai scomparso, con la sua tragica morte. Un passato in cui Hisano scava ostinatamente alla ricerca delle fratture che hanno messo a repentaglio la mente della sua innamorata e il loro amore in boccio.

Yasunari Kawabata nacque a Osake nel 1899. È ritenuto uno dei più grandi scrittori del ventesimo secolo. Membro di spicco della generazione che agli inizi del Novecento diede avvio all’operazione di svecchiamento della letteratura giapponese. Di famiglia borghese e colta, la prematura scomparsa dei suoi genitori influenzò la sua vita e la sua produzione artistica. Iscrittosi nel 1920 all’Università Imperiale di Tokyo, cominciò anche nel frattempo a pubblicare alcune novelle e racconti su varie riviste, la cui favorevole accoglienza gli permise di entrare in contatto con i circoli intellettuali del paese. Fondò con altri scrittori d’avanguardia la rivista “Bungej Jidai”. Iniziò inoltre a interessarsi al teatro e alla danze e nel 1926 pubblicò La danzatrice di Izu, breve romanzo di formazione. Tra le sue altre opere: Il paese delle nevi (1937 e 1948), Il suono della montagna (1954), Mille gru, La casa delle belle addormentate (1961), Koto (1962), Bellezza e tristezza (1965). Nel 1968 gli venne conferito il premio Nobel per la letteratura. Nel 1972 Kawabata si tolse la vita: per anni aveva parlato della morte nei suoi scritti descrivendola come momento di pace e simbolo di bellezza.

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