Saggio,  Segnalazione

Segnalazione: in libreria 3 dicembre, “Studiolo” di Giorgio Agamben, Einaudi

Studiolo Book Cover Studiolo
Saggi
Giorgio Agamben
saggio
Einaudi
3 dicembre 2019
cartaceo
136

 

«Studiolo» si chiamava nei palazzi rinascimentali la piccola stanza in cui il principe si ritirava per meditare o leggere, circondato dai quadri che amava in modo speciale. Questo libro è, per l’autore, una specie di studiolo. Ma non si comprende che cosa significhino per lui le immagini che cerca ogni volta di leggere e di commentare, se non si comprende che in questione non è uno spazio privato, ma innanzitutto un’altra esperienza del tempo, che concerne ciascuno di noi.

Benjamin diceva che fra ogni istante del passato e il presente vi è un appuntamento segreto e che se si manca a quest’appuntamento, se non si comprende che le immagini che il passato ci trasmette erano dirette proprio a noi, qui e ora, è la nostra stessa consapevolezza storica che si spezza. La scommessa che tiene insieme le opere raccolte nello studiolo è, infatti, che esse, benché siano state composte in un arco di tempo che va dal 5000 a.C. ad oggi, giungano alla loro leggibilità soltanto ora. Per questo, malgrado l’attenzione ai dettagli e le cautele critiche che caratterizzano il metodo dell’autore, esse ci provocano con una forza e quasi con una violenza a cui non è possibile sottrarsi.

Quando comprendiamo perché Dostoevskij teme di perdere la fede davanti al Cristo morto di Holbein, quando la Lepre di Chardin si rivela di colpo ai nostri occhi come una crocifissione o la scultura di Twombly ci mostra che la bellezza non possa in ultimo che cadere, l’opera d’arte è allora strappata al suo contesto museografico e restituita alla sua quasi preistorica sorgività. E questo e non altro, suggerisce l’autore, è il compito del pensiero.

Giorgio Agamben era professore di estetica presso la Facoltà di Design e Arti dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia.
Dal 1978 al 1986 ha coordinato per la casa editrice Einaudi l’edizione italiana delle Opere di Walter Benjamin. Con Homo sacer (Einaudi 1995) ha segnato una nuova direzione nel pensiero politico attuale. Ha pubblicato, fra l’altro, Stanze (Einaudi 1977); Infanzia e storia (Einaudi 1978 e 2001); Il linguaggio e la morte (Einaudi 1982); Idea della prosa (Feltrinelli 1985); La comunità che viene (Einaudi 1990; Bollati Boringhieri 2001), Homo sacer (Einaudi 1995), Quel che resta di Auschwitz. L’archivio e il testimone (Bollati Boringhieri 1998); Stato d’eccezione (Bollati Boringhieri 2003); La potenza del pensiero (Neri Pozza 2005), Il regno e la gloria. Per una genesi teologica dell’economia e del governo (Neri Pozza 2005), Il linguaggio e la morte (Einaudi 2008), La potenza del pensiero (Neri Pozza 2010), Altissima povertà. Regole monastiche e forma di vita (Neri Pozza 2011), L’uso dei corpi (Neri Pozza 2014), Che cos’è il reale? La scomparsa di Majorana (Neri Pozza 2016). Dirige per Neri Pozza la collana «La quarta prosa». Presso Quodlibet ha pubblicato: Gusto (2015), Idea della prosa (nuova edizione aumentata, 2002-2013), L’uomo senza contenuto (1994), Bartleby. La formula della creazione (1993) e Stasis (Bollati Boringhieri 2019).

Ha vinto il Premio Nonino 2018, Maestro del nostro tempo, con la seguente motivazione: “Le sue indagini, sempre in cerca di fonti, spaziano dal linguaggio alla metafisica e dall’estetica all’etica. Giorgio Agamben si definisce un epigono, considerate le sue intense esperienze con il fiorire del libero pensiero; costruisce sull’esempio di Michel Foucault, delle sue idee e intuizioni, una biopolitica e crea il concetto dell’Homo Sacer, un essere umano la cui vita è sacra, il che significa che può essere ucciso ma non sacrificato; traccia un’evoluzione, da uomo antico che “poteva” a un uomo moderno che “vuole”, e si pone al di sopra sia delle leggi umane sia di quelle divine, aprendo la strada a un’età di olocausti.”

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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