Il saggio “Il carcere tra resilienza e naufragio interiore” di Wilma Greco, pubblicato da NeP Edizioni 📚, affronta il tema della detenzione attraverso una prospettiva profonda e umana.
Tra sofferenza, resistenza e fragilità psicologica 🕊️, il testo esplora il confine sottile tra la capacità di reagire e il rischio di cedere al naufragio interiore.

Questo volume nasce da un’esperienza vissuta in prima persona e da una riflessione maturata sul campo, che ne guidano l’impianto teorico e metodologico.
Il rigore scientifico della ricerca si accompagna a una rara capacitĂ di partecipazione empatica.
L’autrice non scrive infatti “sul” carcere, ma “dal” carcere, ossia da un punto di vista interno e partecipe, maturato in oltre vent’anni di insegnamento e volontariato all’interno della Casa Circondariale di Agrigento.
Da questo osservatorio privilegiato, coglie le sfumature più intime dell’esperienza carceraria: la sospensione del tempo, la metamorfosi dello spazio, la ferita identitaria, la ricerca di senso, il naufragio interiore, l’esperienza di situazioni limite.
La realtà della detenzione è vista come luogo dell’umano radicale, dove la libertà si misura non nella sua assenza, ma nella capacità di reagire e resistere.
Ogni individuo, a suo modo, è chiamato a misurarsi con il proprio «carcere interiore» ed è proprio in questa esperienza-limite che può maturare la resilienza come «atto di volontà » e tensione verso la libertà .

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.