📚 “Gli infiltrati” di Shaun Walker🏢 Editore Mondadori
🕵️♂️ Nel 2010 dieci spie russe 🇷🇺 furono arrestate negli Stati Uniti: vivevano sotto falsa identità, con famiglie ignare 👨👩👧👦, perfettamente integrate nella società americana.
❄️ Anche nell’era del cyber-spionaggio, il confronto tra Mosca e l’Occidente continua a servirsi dei metodi classici dell’intelligence. Eredità di un programma nato dopo la Rivoluzione d’Ottobre 🔴 e sopravvissuto fino a oggi.

Nel 2010 negli Stati Uniti furono arrestate dieci spie russe che, sotto false identità, si erano infiltrate nella società americana per trasmettere informazioni riservate a Mosca.
Nessuno sapeva che fossero russi, nemmeno i loro figli, né tantomeno immaginava che fossero delle spie.
Per quanto oggi il confronto tra Mosca e l’Occidente si avvalga di strumenti diversi e sempre più sofisticati, non può prescindere dai vecchi e collaudati metodi dello spionaggio. In particolare da quell’ambizioso programma di intelligence nato all’indomani della rivoluzione d’Ottobre e sopravvissuto, dopo aver attraversato l’intero Novecento, alla dissoluzione dell’impero sovietico.
Fu a partire dagli anni Venti del secolo scorso, infatti, che il governo bolscevico iniziò a inviare all’estero cittadini sovietici – uomini e donne – come spie sotto copertura, inventando per questi «infiltrati» un’identità e un passato del tutto nuovi: aristocratici, mercanti, studenti stranieri.
Missioni lunghissime
Le missioni potevano durare anni, richiedevano un lungo addestramento, una fedeltà assoluta e sacrifici personali spesso impossibili da sopportare. Alcuni furono protagonisti di imprese incredibili – come l’assassinio di Trockij, il principale oppositore di Stalin, o il furto dei piani del Progetto Manhattan -. Altri fallirono o crollarono sotto il peso della doppia vita.
Le loro storie sembrano uscite da un romanzo o da una serie televisiva. Eppure sono vere e toccano ogni angolo del mondo: dall’America alla Germania, dall’Inghilterra e la Cecoslovacchia fino all’Italia.
E, specialmente negli anni della guerra fredda, contribuirono ad alimentare il mito della superpotenza sovietica. Attingendo a centinaia di ore di interviste con le ex spie e a materiali d’archivio recentemente desecretati, Shaun Walker illumina per la prima volta la storia oscura degli infiltrati del KGB. Al tempo stesso riannoda quel filo invisibile che collega l’Unione Sovietica alla Russia di Vladimir Putin.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.