Essere o avere. Ma per per essere devo avere la testa di Alvise su un piatto d'argento
narrativa
Albatros
9 settembre 2021
Cartaceo
238
Il 9 settembre, a quarant’anni dalla sua prima pubblicazione, torna in libreria Essere o avere.
Ma per per essere devo avere la testa di Alvise su un piatto d’argento,
il romanzo di Lina Wertmüller edito da Albatros.Una storia che indaga in profondità la natura degli
esseri umani e la società capitalistica nei suoi aspetti più contraddittori e distorti.

Di Lina Wertmüller questo testo dal titolo particolare.
Cosa conta di più: essere o avere? Sam Silvermann è un famoso scrittore di gialli, ha una moglie affascinante, una schiera di donne che lo adulano e tutte le comodità di una vita alto-borghese nella metropoli del mondo per eccellenza, New York. Le cose vanno alla grande e Sammy è orgoglioso del suo ruolo di testimonial della società dei consumi americana degli anni Settanta, fino a quando non ritrova un suo amico di infanzia, Alvise.
Ebreo come lui, hanno condiviso esperienze al limite durante la guerra quando erano bambini. Una muta solidarietà dovrebbe unire i loro destini di uomini ormai di successo. E invece accade qualcos’altro. Sammy scopre che il suo amico è ben più famoso di lui, è un Premio Nobel. L’invidia lo divora giorno dopo giorno e lo getta in una profonda crisi creativa ed esistenziale, anche perché Isacco Smith fa di tutto per creare nuove occasioni di incontro.
“La testa di Alvise appartiene al conflitto per antonomasia: cosa conta di più, essere o avere? A pensarci bene, si potrebbe pensare che tutto il cinema di Lina Wertmüller ruoti attorno a questa domanda. La lente attraverso cui Lina cerca una risposta è un sentimento capace di insinuarsi così profondamente nel cuore degli uomini, al punto da lacerare irrimediabilmente i rapporti, condizionare l’esistenza, provocare l’incapacità di governare istinti e gesti che ignorano il con ne tra bene e male. L’invidia è il motore della storia: indomabile e totalizzante, risveglia l’interrogativo esistenziale che mette in crisi il protagonista.” (dalla prefazione di Valerio Ruiz)
L’autrice Lina Wertmüller
All’anagrafe Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich (Roma, 14 agosto 1928), è una regista, sceneggiatrice e scrittrice italiana. È stata la prima donna nella storia ad essere candidata all’Oscar come migliore regista, per il film Pasqualino Settebellezze, nella cerimonia del 1977. Nel 2020 le è stato assegnato il Premio Oscar onorario.
Per tutti è Lina Wertmüller.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.