“Divagazioni di un’espatriata in un’epoca fragile” di Corrada Curry Biazzo pubblicato da Aletti Editore

Corrada Biazzo Curry arricchisce la sua opera con riflessioni filosofiche ed esistenziali. Il testo dialoga apertamente con grandi pensatori del passato, affrontando temi universali: il tempo che scorre, il dolore, la lontananza, ma anche la ricerca di una radice comune. La patria lontana viene così idealizzata come una “terra promessa”, un porto sicuro a cui fare ritorno attraverso la memoria.
«Mentre le poesie erano il frutto di un’emozione del momento – racconta l’autrice – le riflessioni in prosa mi consentivano di spaziare e di parlare in modo più dettagliato della mia interpretazione dei vari aspetti della vita di un’epoca che io consideravo fragile, a causa dell’epidemia, e del forte senso di precarietà».
La sua scrittura, da sempre concepita come strumento di indagine interiore e cura contro la solitudine, si distingue per la capacità di conciliare l’esperienza personale con le dinamiche e le sensibilità universali del mondo contemporaneo.
«E’ il diario di un’espatriata che intraprende un viaggio interiore per cercare di comprendere sé stessa e quello che le succede intorno, attraverso la scrittura, attenuando così il senso di fragilità e d’isolamento che prova».
Quella dell’autrice è una ricerca instancabile di stabilità che si riflette in tre possibili vie di salvezza:
la dimensione spirituale e trascendente;
la riscoperta della solidarietà e dell’armonia collettiva;
la fiducia nell’immortalità dell’arte e della parola poetica.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.