📘✨ “Dell’Essere Uomo” di Vauvenargues – Luni Editrice
🖋️ Per la prima volta in italiano, i testi di Vauvenargues dedicati all’educazione morale dei giovani: Consigli a un giovane, Discorsi sulla gloria e Discorso sui piaceri. Un vero galateo della grandezza 🌱, che riflette su virtù, gloria e dignità umana.
🎖️ Scritti anche in memoria di Paul de Seytres, amico e compagno d’armi scomparso giovanissimo, questi testi intrecciano pensiero morale ed esperienza vissuta. Completano il volume frammenti autobiografici e un saggio introduttivo che ne evidenzia l’originalità nella tradizione moralistica francese 📖✨.

«Guardate cosa fa la gloria. La tomba non la può oscurare e il suo nome regna ancora sulla terra che ha ingentilito. È feconda persino nelle rovine e nella nudità della morte. I suoi esempi la ricreano e aumenta di evo in evo. Coltivatela dunque, giacché se l’ignorate presto ignorerete la virtù stessa, di cui è il fiore».
Di Vauvenargues si presentano per la prima volta in lingua italiana i Consigli a un giovane che, con i Discorsi sulla gloria rivolti a un amico e il Discorso sui piaceri rivolto allo stesso, compongono una sorta di galateo della grandezza a uso dei più giovani, da qui il nostro titolo: Dell’essere uomo. Lezioni di grandezza.
Sono infatti opere che, assieme all’Elogio di Paul de Seytres, vengono composte proprio per quest’ultimo: il migliore e più sventurato compagno d’armi di Vauvenargues, morto di fatiche – appena diciottenne – durante la guerra di Boemia.
In quanto affini tematicamente, si offrono anche alcuni frammenti presi dagli inediti Caratteri e dai Dialoghi dei morti che sono tra i testi vauvenarghiani più autobiografici.
Il saggio di apertura – Vauvenargues come educatore di Marco Lanterna – ne evidenzia il maestoso isolamento e l’eccezionalità nella pur ricca tradizione della moralistica francese.
Luc de Clapiers, Marchese di Vauvenargues, nacque ad Aix-en-Provence nel 1715.
Di famiglia nobile ma non ricca, fu capitano nelle truppe regie, combattendo nella campagna d’Italia del 1735. Nel 1741 prese parte alla campagna di Boemia, dove, nella ritirata da Praga, ebbe la gambe congelate. Cercò quindi di entrare in diplomazia, ma già sfigurato dal vaiolo, dovette rinunciare, dimettendosi anche dall’esercito. Visse allora poveramente a Parigi, perlopiù scrivendo, confortato dalla sola amicizia e ammirazione di Voltaire e Marmontel. Nel 1746 pubblicò anonima l’Introduzione alla conoscenza dello spirito umano con l’aggiunta di Riflessioni e massime, opera che, inosservata al suo apparire, di fatto ne rappresenta il testamento filosofico e la gloria. Morì a Parigi nel 1747.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.