“Coraggio, è la vita” di Fiammetta Tozzi pubblicato da Aletti Editore

Fiammetta è una mamma a tempo pieno che vive a Empoli (Firenze), una sognatrice che racconta anche sui social la propria quotidianità e abbatte le barriere del pregiudizio legate al mondo della sordità, attraverso video ironici, accessibili e intelligenti, spesso impreziositi dalla presenza della sua bambina.
La scintilla della scrittura è rimasta custodita in lei per anni, finché la nascita di sua figlia, nel 2019, non ha sbloccato quel flusso di ricordi e riflessioni legato, soprattutto, al difficile percorso scolastico.
In copertina spicca un’immagine fortemente simbolica: una gabbia da cui volano via delle farfalle. È la rappresentazione visiva di una conquistata libertà e del desiderio di mostrarsi al mondo senza più maschere o timori.
«Più che un semplice mosaico di testi – scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore – la raccolta appare come una testimonianza personale che intreccia memoria, dolore, maternità, poesia e riflessione civile. Il filo conduttore è chiaro sin dal titolo: il coraggio è una pratica quotidiana, ricercata e sostenuta nel giorno da attraversare».
Dopo aver subito per anni il peso del bullismo tra i banchi di scuola e, successivamente, del cyberbullismo in rete, Fiammetta ha scelto di non nascondersi più: «Io sono così: se mi accetti mi fa piacere, altrimenti grazie e arrivederci», sembra gridare ogni pagina di questo testo, che trasforma la sofferenza in una straordinaria forza ereditata dalle figure femminili della sua vita: la nonna, la mamma e la figlia.
«A loro devo moltissimo – confessa -, senza di loro non sarei qua».
Attraverso una scrittura salvifica e libera, l’autrice offre una testimonianza personale in cui dimostra come il coraggio non sia un atto eroico isolato, ma una pratica quotidiana con cui affrontare il mondo.

Sono principalmente moglie e mamma di due splendide ragazze ed ho la passione per la musica ma soprattutto per la lettura. Leggo di tutto romanzi, saggi, storici, ma non leggo libri nè di fantascienza né di horror.