Confessioni di un clochard
Narrativa contemporanea
Edizioni Fogliodivia
29 ottobre 2019
cartaceo
200
Un romanzo duro, scomodo, che vuole infastidire il senso di carità che ciascuno di noi è convinto di possedere.
I mendicanti della città di Quito sono scomparsi. È successo tutto in una notte, all’improvviso. La loro scomparsa ha liberato le strade della capitale ecuadoregna dai loro corpi malconci, dalle loro luride vesti e dalle loro implorazioni di carità. Dopo una retata della polizia sono stati tutti rinchiusi in piccolo commissariato. Ma nessuno può rinchiudere o cancellare le loro storie, i loro odori, il passato di questo popolo cencioso ed invisibile che reclama solo cibo e libertà, chiedendosi a gran voce «se siamo o non siamo necessari?». Nelle notti di detenzione il gruppo di straccioni, guidato dalla vecchia Gertrudis Tadeo, inizia a liberarsi.
A raccontarsi, a condividere come una ballata collettiva le loro storie, i loro segreti più intimi, i loro destini più crudeli. Ed il potere delle parole diventa strumento di salvezza, di redenzione. Un libro duro, scomodo, rabbioso, come le vite dei mendicanti che si intrecciano, che provano a restituire brandelli di dignità perduta e ad infastidire il senso di carità che ciascuno di noi è convinto di possedere.

Jorge Vivanco è nato nel 1945 a Catacocha, un piccolo villaggio sugli altopiani andini del sud dell’Ecuador. Scrittore e cineasta, ha studiato Belle Arti all’Università Centrale di Quito. Durante la sua lunga carriera di regista, ha sviluppato altre abilità artistiche, a partire da quelle letterarie come drammaturgo, poeta e narratore. “Confessioni di un clochard” è il suo primo libro tradotto in Italia.

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.